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“Rifiuti Zero a Capannori entro il 2020″
Questa è la lettera che ho inviato, come contributo alla discussione, ai partecipanti al convegno di Capannori (Lu) il 26 Aprile 2008.
Caro Sindaco, illustri ospiti, gentili amici,
sono spiacente di non poter intervenire al Convegno internazionale “Rifiuti Zero a Capannori entro il 2020”, ma concomitanti impegni di natura strettamente familiare mi impediscono di partecipare. Con queste poche righe voglio comunque rivolgerVi il mio saluto e portare un contributo che spero sia utile per la Vostra discussione.
Il dibattito che oggi affronterete a proposito dell’obiettivo “Rifiuti zero” può costituire un utile momento di riflessione sulla necessità di efficaci politiche per la riduzione dei rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata. All’interno di questo contesto mi permetto di fare alcune considerazioni su quella che ritengo una corretta e realistica gestione del ciclo dei rifiuti.
Innanzitutto, occorre premettere che l’obiettivo dei “rifiuti zero”, che sicuramente costituisce una affascinante ipotesi, non può sottrarsi al confronto con una realtà che presenta dati purtroppo ancora oggi ben diversi. Sia l’Ocse che l’Istat che l’Aea (agenzia europea per l’ambiente), ci dicono che la produzione dei rifiuti è, ovunque, in costante aumento. E ciò interessa ovviamente anche l’intero territorio toscano, dove si registra un aumento di circa due punti percentuali all’anno.
La questione è talmente rilevante che richiede un impegno forte e deciso sia a livello nazionale che internazionale. Noi, in Toscana, siamo assolutamente decisi a fare la nostra parte. La riduzione della produzione di rifiuti “alla fonte” è strettamente legata alla produzione e ai consumi globali, che sono in costante aumento. Ciò comporta una crescita dei prelievi di materia. Il Wuppertal Istitute, uno dei più prestigiosi centri di ricerca sulle questioni ambientali, ha fatto un calcolo: per stabilizzare la produzione di rifiuti – si badi bene, stabilizzare e non diminuire – bisognerebbe diminuire del 90% i prelievi di materia entro il 2050!
Discorso diverso va fatto per la riduzione dei conferimenti dei rifiuti in discarica. Obiettivo che, come il Comune di Capannori sta facendo, con risultati d’eccellenza che ho più volte valorizzato, anche la Regione persegue avendone ipotizzato la riduzione del 20% al 2010. In Toscana, anche se riuscissimo con l’aiuto di adeguate politiche economiche nazionali a ridurre del 50% la produzione dei rifiuti urbani, rimarrebbero circa 1,2 milioni di tonnellate annue da gestire, a cui si dovrebbero aggiungere più di 7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali.
Anche i dati sulla raccolta differenziata ci invitano a riflessioni che siano al tempo stesso coraggiose e realistiche. La Toscana è attualmente alla quota del 33,5%, con la presenza di realtà virtuose, come quella di Capannori, ma anche con particolari situazioni di criticità. Un dato che naturalmente non ci soddisfa e sul quale intendiamo agire con azioni concrete, sostenendo già da quest’anno con le risorse dell’ecotassa, progetti innovativi di raccolta differenziata. Il nostro obiettivo è di raddoppiare la percentuale entro il 2012.
Questi semplici dati per dire che, sebbene siano da condividere e sviluppare tutte le azioni rivolte alla riduzione dei rifiuti in discarica ed all’aumento della raccolta differenziata, non si può saltare il confronto con la realtà e con la necessità di gestire il flusso dei rifiuti con una rete impiantistica adeguata, efficiente e moderna.
Del resto, i positivi risultati ottenuti nella raccolta differenziata da parte del Comune di Capannori sono possibili anche grazie alla presenza in Toscana di una rete impiantistica esistente sia all’interno che all’esterno del proprio Ato: dall’impianto di Montespertoli a quello di Pontedera, da quello Pioppogatto (Massarosa) a quello di Scapigliato (Rosignano), fino al termovalorizzatore di Falascaia (Pietrasanta).
Per garantire alla Toscana un’autonomia nella gestione dei rifiuti che scongiuri ogni emergenza, dobbiamo dunque lavorare in due direzioni: raddoppiare la raccolta differenziata e realizzare entro il 2011 i necessari impianti di termovalorizzazione – che come confermato anche dalla Commissione d’inchiesta nominata dai Ministri Pecoraro-Nicolais – per la parte del rifiuto non recuperabile come materia sono senz’altro meno impattanti di altre soluzioni, e tutti gli altri impianti previsti dai piani provinciali.
E’ questa una impostazione in linea con la direttiva dell’Unione Europea che indica la gerarchia “riduzione-recupero di materia-recupero di energia come preferibile alla discarica”.
Ridurre, per quanto possibile, e recuperare materia ed energia con una impiantistica adeguata devono dunque rimanere obiettivi prioritari di ogni azione rivolta ad una corretta gestione dei rifiuti, ma occorre anche realizzare gli impianti per impedire il presentarsi di situazioni di emergenza e gestire al meglio, e con prospettive di lungo termine, un sempre più sostenibile ciclo dei rifiuti.
Auguro a tutti Voi un buon lavoro ed una proficua discussione.
Claudio Martini
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