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La Piramide Alimentare Toscana
La Piramide Alimentare Toscana è stata pensata per imparare a vivere meglio e in salute, attraverso un concetto semplice: consumare tutti gli alimenti, senza esclusioni, regolandone la frequenza. E’ stato un qualificato comitato scientifico, composto da un gruppo di ricercatori delle Università e di vari istituti toscani che si occupano di alimentazione, ad identificare i cibi che possiamo consumare più o meno frequentemente per stare bene. Alla base della Piramide, sono rappresentati i cibi da consumare più spesso, mentre man mano che si salgono i gradini vengono indicati quelli da consumare con minor frequenza. La Piramide propone 70 prodotti, di cui 65 appartengono alla tradizione toscana; e un appropriato consumo di acqua, di vino, insieme ad una costante attività fisica. I sei scalini della Piramide Alimentare Toscana, dal basso verso l’alto, sono: frutta e verdura; cereali e derivati e olio extravegine di oliva; legumi, frutta secca, latte e yogurt; pesce e pollame; formaggi, uova e patata; infine carne, salumi e dolci. Tra questi prodotti, la Piramide toscana suggerisce pochi ma sicuri orientamenti: consumare tutti gli alimenti – tutti, senza nessuna esclusione – con una frequenza diversificata: più spesso i gruppi alimentari posti in basso nella piramide e più raramente quelli in alto. Continua »
All’assemblea dei lavoratori a Barberino dopo la morte di 3 operai
In primo luogo voglio esprimere cordoglio e solidarietà ai familiari delle vittime. Poi è il momento per un impegno comune, per evitare che si inneschino divisioni. ‘Diciamocele tutte’ in un dialogo franco e chiaro e poi lavoriamo insieme perché otterremo risultati solo se i diversi mondi a cui apparteniamo si daranno una mano. La conoscenza della verità è il primo passo da compiere non per uno scrupolo statistico ma per poter capire quali sono le vere cause che portano a questi esiti tragici e chiarire le eventuali responsabilità. Tutti gli incidenti sul lavoro hanno motivi specifici ma rivelano delle costanti su cui è possibile intervenire: i ritmi e i carichi di lavoro, il subappalto, il criterio delle gare al ribasso, le carenze nel sistema formativo, nella qualità dei controlli. Ecco le direzioni su cui rafforzare un impegno che pure già c’è. Andremo oltre: faremo del 2009 un anno di mobilitazione straordinaria per la sicurezza sul lavoro in tutta la Toscana. Il 2009 dovrà essere in Toscana l’anno della sicurezza sul lavoro, nel corso del quale sviluppare una campagna mirata, non generica, a cui potranno contribuire tutti. Occorre fare della sicurezza un punto di civiltà di questa regione, restituendo al lavoro quel valore che sta perdendo.













