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E’ impossibile rimanere inerti di fronte alla vicenda della famiglia Englaro

 Come gran parte dell’opinione pubblica, anche io sono molto toccato dalla vicenda della famiglia Englaro che, con grande determinazione e dignità, da molti anni cerca di far rispettare la volontà della figlia Eluana.
È proprio il rispetto che provo per il dolore di questa famiglia che mi ha portato ad auspicare un passo indietro della politica e dei mass media. Il clamore e lo scontro ideologico sicuramente non rendono un buon servizio né a Eluana né al padre Beppino che, suo malgrado, è stato trascinato all’interno di un circo mediatico che tutto semplifica, a scapito delle persone e delle loro storie.
La sentenza della Corte di Cassazione va rispettata, i diritti della famiglia Englaro sono stati riconosciuti dal più alto Tribunale dello Stato, e il diritto di rifiutare trattamenti sanitari indesiderati previsto dalla Costituzione deve essere reso possibile per tutti e in tutto il territorio del paese.
Al punto in cui siamo dobbiamo tutti lasciare Beppino Englaro libero di decidere se, come e quando dar attuazione alla sentenza. Rispettando anche la riservatezza e la dimensione privata che sta dietro la scelta che farà.
Tutti noi dobbiamo consentirgli di realizzare ciò che egli considera giusto, entro i termini definiti dalla sentenza, senza disseminargli il cammino di ostacoli e divieti, e senza nemmeno candidarsi, condizionando così la sua scelta.
Abbassare i toni è secondo noi la scelta migliore perché la vicenda abbia un esito positivo. Volentieri parleremmo con il signor Englaro, ma lontano dal clamore dei mass media.
Sono dunque d’accordo con l’assessore Rossi quando dice che se la Toscana si proponesse, di sua volontà, per ospitare gli ultimi giorni di Eluana, entrerebbe anch’essa a far parte del circo mediatico che non ha rispetto per nulla e che ci dipingerebbe subito come quella “Regione dell’eutanasia” che non vogliamo diventare.
Ritengo che in qualunque regione italiana Beppino Inglaro individuasse una struttura adatta a far rispettare la volontà di Eluana nessuno dovrebbe opporsi, poiché alla fine è una dolorosa questione privata cui guardare con immenso tatto, e perché c’è una sentenza della giustizia italiana che va rispettata.
Proprio per questo ci sorprende che, essendo la sentenza valida per tutti, questa non possa essere applicata nei luoghi di residenza della famiglia Englaro.

Senza categoria - Commenti(3)  23 gennaio 2009    

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Questo piccolo miracolo che abbiamo compiuto non deve rimanere isolato

 I 10 bambini che siamo riusciti a portare in Italia per essere curati devono rappresentare l’inizio di un corridoio umanitario che servirà a portare soccorso ai bambini di Gaza. Questa missione è stata un piccolo miracolo, frutto del lavoro di cinque anni con il progetto Saving Children (quasi seimila bambini palestinesi curati negli ospedali israeliani), e dei consolidati rapporti di cooperazione che la Toscana intrattiene da anni con la società civile di Palestina e Israele. Un impegno costante e prolungato che ci ha consentito di consolidare un rapporto di fiducia sia con Israele che con la Palestina. Ma anche dello sforzo, di cui va dato atto al Ministro degli esteri Frattini, di creare un «sistema Italia» nella cooperazione e negli aiuti sanitari: per la prima volta Governo, Regione, Ong e Croce Rossa hanno lavorato insieme. La speranza è che questa breccia non si richiuda subito, ma anzi si allarghi, e si riesca ad aprire un canale umanitario permanente che porti a curare negli ospedali israeliani o italiani le migliaia di bambini feriti di Gaza. Si può fare, facendo crescere il dialogo e la collaborazione quotidiana tra Israele e l´Autorità palestinese e investendo in un processo di pace che li coinvolga fino in fondo. Quando succederà, tutte le persone che credono nella pace in Medio Oriente, potranno davvero sperare nella realizzazione del loro grande sogno. E la Toscana sarà ancora con loro, nel nome delle piccole vittime di questa folle guerra.

 

I bimbi malati di Gaza tutti negli ospedali (articolo di Repubblica)

Senza categoria - Commento(1)  22 gennaio 2009    

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Ecco i bambini di Gaza che cureremo in Toscana

Da Gaza
Strana sensazione arrivando a Kerem Shalom, valico sud della striscia di Gaza, al confine con l´Egitto. Fin qui è tutto tranquillo, siamo in una zona agricola ricca di serre, di agrumi e pomodori. Per essere deserto è stranamente molto verde, con tanta acqua e numerosi kibbutz sparsi nella campagna. Di colpo ecco il check-point, pieno di soldati, con centinaia di camion carichi di generi essenziali, tutti circondati da un tetro muro di cemento armato alto cinque metri che ci separa dalla Gaza «vera».
Cosa c´è di là dal muro? Si può solo immaginare, è facile e difficile al tempo stesso. Dall´urgenza di far transitare il convoglio italiano si capisce che la crisi umanitaria deve essere terribile, più di quello che dice la Tv. Il cinismo politico dei fondamentalismi in campo aggrava poi le cose: aprire un varco, favorire l´accesso degli aiuti, dare priorità ai bambini feriti, tutto è merce di un braccio di ferro diplomatico e strategico, sulla testa dei feriti, della povera gente di Gaza. Continua »

Senza categoria - Commenti(2)  21 gennaio 2009    

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