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«Così salta il progetto Pd» serve subito un nuovo gruppo dirigente
«Così non va, è una soluzione debolissima, che non condivido». Alle dimissioni di Veltroni non si può rispondere congelando la situazione: Claudio Martini, presidente della Regione Toscana interviene in maniera risoluta nel dibattito sul futuro immediato del Pd.
Per quale motivo ritiene inopportuno il congelamento della situazione?
«La soluzione che è stata proposta, con Franceschini reggente e tutto il vertice confermato al suo posto, non è adeguata. Viene percepita come una scelta di autoconservazione del gruppo dirigente, come un continuismo controproducente e non giustificato. Se un congresso vero oggi è impossibile praticamente o inopportuno, ma va spiegato bene perché, che almeno si affianchi a Franceschini un gruppo nuovo, giovane, sganciato dalle correnti, legato ai territori, con buone esperienze sociali o di governo. Se non si fa almeno questo, ci sarà delusione, distacco, presa di distanza: questo è un problema che non può essere affrontato solo dal ristretto gruppo dirigente nazionale. In Toscana questo sentimento è molto diffuso e non si può non tenerne conto, visto che qui il Pd ha una parte significativa dei propri consensi e un reale radicamento territoriale». Continua »
Pd, il monito di Martini «Ora bisogna ricucire»
Presidente Martini, lei si è iscritto fra i soddisfatti per lo svolgimento delle primarie in Toscana…
«Io in questi mesi sono stato anche critico su come sono state preparate le primarie e sul clima che si era creato. Detto questo, non si può certo negare come la partecipazione sia stata ampia, un segno di vitalità. Non è una cosa banale».
E’ soddisfatto anche degli esiti?
«Dappertutto sono stati chiari e limpidi. E anche questa è una cosa positiva».
Da qualche parte hanno creato veleni e strappi…
«I veleni non ci sono stati dappertutto, non generalizziamo. E’ chiaro che da qualche parte c’è stata tensione vera. Io ho parlato con Matteo Renzi a Firenze, con Massimo Carlesi a Prato. Sento che c’è la volontà di ricucire. C’è un impegno vero a non far degenerare le cose». Continua »
La Toscana che sceglie le primarie
Non è un caso se in Toscana siamo stati i primi a ricorrere allo strumento delle primarie. Da tempo abbiamo avvertito l’esigenza di rinnovare e cambiare metodi, regole e strumenti per consentire ai cittadini di partecipare alle scelte più rilevanti della politica e delle istituzioni. L’andamento del voto alle primarie di domenica e di 15 giorni fa, ha dimostrato che c’è una grande voglia di partecipazione. Quello che è accaduto è di straordinaria importanza non solo per il centrosinistra, ma per la democrazia. La partecipazione è la strada da percorrere per rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. E’ quindi molto positivo che in tutti i comuni e le province dove si è votato il dato della partecipazione sia stato esteso ed omogeneo. Ciò dimostra che quando si offre ai cittadini la possibilità di essere protagonisti della politica, la gente partecipa. Continua »
Il Pd ha grandi opportunità ma vanno colte
Da appassionato di musica e ciclismo, il Presidente della Toscana, Claudio Martini quando parla del Pd cita il compositore Dallapiccola per spiegare che lui non si iscrive al “coro dei malammogliati” e aggiunge che non va bene neppure il famoso detto di Bartali “l’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare”. «E poi sebbene molto piccolo io stavo per Coppi», precisa.
Presidente, vuol dire che nel Pd tutto funziona?
«No, ma trovo gran parte delle critiche troppo sommarie e ingenerose. C’è una specie di sport nazionale: tira addosso al Pd e a Veltroni. Ovvio che ci sono difficoltà. Ma ci sono anche evidenti segni di vitalità».
Ad esempio?
«Le primarie. In Toscana sono andati a votare più cittadini di quelli che riempirono i seggi per Veltroni. E già allora qui registrammo un dato eccezionale. È ovvio che, decidendosi candidature a sindaco o presidente di Provincia, ha contribuito anche un certo agonismo localistico. Tuttavia il dato, più di 100mila persone, è impressionante». Continua »













