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La tragedia di Viareggio
Adesso è il momento delle priorità. Per almeno le prossime 72 ore. Occorre curare i feriti, assistere le famiglie e fare tutto quello che occorre per ripristinare la linea ferroviaria e la fruibilità della stazione.
Poi affronteremo cause e responsabilità.
Per quanto ci riguarda la giunta approverà entro domani mattina un decreto che dichiara lo stato di emergenza. Questo consentirà al governo di approvare tutte le misure di supporto e aiuto entro venerdì.
La macchina regionale della Protezione civile e del sistema sanitario ha risposto subito all’allarme cui è stata chiamata nella notte. E ha svolto il proprio compito con tempestività ed efficienza. Stanno a dimostrarlo la tendopoli approntata davanti al Comune dai volontari della Protezione civile per assistere agli sfollati, e la rapida accoglienza prestata ai feriti nelle strutture sanitarie.
A tutto il volontariato e al personale sanitario va il mio personale ringraziamento
Troppa fretta, così ci facciamo del male
Questo dibattito mi sembra surreale. Per ora resto a guardare…
Il congresso del Pd in autunno? «Per me sarebbe stato meglio farlo dopo il voto regionale ». Non ha dubbi il presidente toscano Claudio Martini «all’ultima direzione nazionale non c’ero per motivi personali, ma vi fossi stato avrei sostenuto la tesi di Finocchiaro, Chiamparino ed altri» dice. «Penso che bisogna fare prima una riflessione su cosa sta accadendo in noi e intorno a noi» commenta il capo della giunta della Toscana. Intanto Dario Franceschini e Pierluigi Bersani sono già in pista per la leadership del Pd, dopo il Lingotto sullo sfondo si fa largo la sagoma di un outsider che piace tanto agli under 40 «ma sento il rischio che si vada ad un congresso affrettato in cui sia troppo poco lo spazio per una riflessione vera su cosa sta succedendo intorno a noi» insiste Martini. Il suo pensiero va subito alla crisi economica «qual è la nostra idea per uscirne?» si chiede il presidente toscano «giustamente diciamo che il governo non l’affronta seriamente, ma noi però dobbiamo mettere in campo una proposta complessivamente organica sui grandi temi sociali ». Continua »
Martini: un ribaltone che oscura tutto
«In regione buoni risultati, ma la caduta di Prato è storica». «Addormentati sul monopolio di potere»
Come ai vecchi tempi, ha fatto politica porta a porta, uscio a uscio. Ma non è bastato. Prato è caduta e Claudio Martini, presidente della Regione ed ex sindaco della città, non nasconde la portata storica della sconfitta. Anche se invita a guardare tutto l’orizzonte, i successi nelle Province, le conferme nei Comuni e lo «scippo» di Montecatini.
Sono le 21.50, manca solo una sezione all’ufficializzazione della vittoria di Roberto Cenni, ma ormai non ci sono dubbi da tempo.
Presidente, un commento a caldo…
«Il risultato di Prato è negativo e lo è anche perchè finirà per oscurare quanto di buono è accaduto, con maggioranze anche ampie confermate, con Montecatini e Massarosa prese al centrodestra, con la Provincia di Grosseto dove Antichi non ha ottenuto nulla… Questo però non sminuisce l’importanza del ribaltamento politico a Prato. La valenza storica della nostra sconfitta».
Prato è sintomo di cosa, a suo guidizio?
«Non è l’inizio di una ‘valanga’ che non vedo e che non c’è neppure nel bilancio complessivo delle elezioni amministrative, non è il metro di ciò che accade in Toscana. È un caso a sè. E conferma quanto sia problematico per chi governa affrontare una situazione così complicata, con crisi economica e tensioni sociali verso i cinesi».
Perchè l’amministrazione ed il Pd di Prato hanno perso?
«In questi giorni di porta a porta, davvero intensi, ricchi, sono accadute mille cose, ma in sintesi ho raccolto il disagio, il malessere verso l’amministrazione, ma questo succede un po’ ovunque, unito però ad una cosa in più: il disagio tutto politico per il distacco dei dirigenti locali e nazionali dalla gente di Prato. Ho avvertito che, per la prima volta nella storia di una città abituata a fare da sola e a superare ogni crisi, ci si chiede ‘ce la faremo?’; ‘il tessile esisterà ancora?’».
E il problema immigrazione?
«Qui, a Prato, l’immigrazione della comunità cinese è così concentrata che le difficoltà non hanno pari in nessuna altra parte della Toscana. Anche perchè la comunità cinese quasi si oppone all’integrazione e questo crea altri problemi. In questi giorni un sacco di gente mi ha fatto domande, mi ha raccontato le sue inquietudini, e io mi sono impegnato per mettere nella fase di governo queste istanze, per farmi loro ‘portavoce’; alla Provincia è andata bene, al Comune no».
Non crede che la legge regionale sull’immigrazione abbia influito sul voto?
«Tutti mi hanno chiesto della legge, ma ogni volta sono bastati pochi minuti per spiegarla e mostrare l’infondatezza della strumentalizzazione portata avanti. La legge non ha creato problemi in Toscana, ma a Prato ha avuto un impatto più forte, ha fatto danno la campagna mediatica del centrodestra sulla presunta ‘apertura ai clandestini’. Avremmo dovuto accompagnare l’approvazione della legge con una campagna informativa. Anche a Prato non siamo riusciti a spiegare a tutti come stanno le cose».
Col senno di poi, farebbe votare la legge prima delle amministrative?
«Ho sempre detto, e ne sono convinto, che non si può ragionare con la testa nelle urne. Se una legge è giusta si vota e basta, se è sbagliata no. E di troppa tattica a volte si muore. Ma comunque ormai a Prato è fatta, è inutile stare a fare considerazione sulla legge regionale sull’immigrazione ».
Che lezione può trarre il Pd e la sinistra da Prato?
«Che non ci sono vittorie per sempre, così come non ci sono sconfitte per sempre, e che la competizione vera non ci fa male: a volte ci siamo addormentati a causa del monopolio di potere. Invece più dialettica c’è e meglio è. Il Pdl a Prato è stato bravo a canalizzare il malessere e la voglia di svoltare, ma adesso dovrà dimostrare di avere una cultura di governo, cosa che in campagna elettorale non si è vista e che mi auguro emerga per il bene della città».
Una Prato azzurra in una Regione rossa, circondata da amministrazioni rosse, potrà essere un problema, ad esempio per il governo di importanti aziende?
«È troppo presto per pensare a questi aspetti e comunque in tanti territori si gestiscono servizi o aziende anche tra amministrazioni di colore diverso».
Per concludere, presidente, cosa ha detto a Cenni?
«Gli ho detto che potrà contare su un rapporto istituzionale con la Regione, noi non guardiamo il colore delle amministrazioni, non facciamo questioni di schieramento. Ma anche lui dovrà fare altrettanto e riconoscere in noi un interlocutore… Anche perchè le promesse elettorali del governo sono già svanite, ad esempio sul contratto di programma su Prato».
(Intervista al Corriere Fiorentino del 23/06/2009)
Sì al piano per rigenerare il Macrolotto 0 a Prato
E’ un’esigenza reale e urgente per l’intera città. Troveremo le risorse e adegueremo la normativa ispirandoci alle migliori esperienze europee. “E’ una proposta interessante e convincente. La Regione farà la sua parte, sia dal punto di vista normativo che finanziario, per contribuire a realizzarla”. Risponde così il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini alla richiesta lanciata da Carlesi e Gestri, candidati rispettivamente a sindaco e a presidente della Provincia di Prato.
“L’idea di mettere a punto un progetto, attraverso la diretta e ampia partecipazione dei cittadini, per rigenerare l’area del Macrolotto 0 è sicuramente un esigenza reale e urgente. Reale perché la riorganizzazione di questo territorio produrrà un nuovo dinamismo economico di cui la città ha bisogno. Urgente perché risponde all’esigenza di aprire un enclave chiusa e separata dal resto della città, superando l’incomunicabilità tra la comunità cinese e quella pratese. Ciò corrisponde – precisa Martini – ad un sentimento diffuso e che in questi giorni ho raccolto in città nel corso dei diversi incontri con i cittadini”. Continua »













