<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Claudio Martini</title>
	<atom:link href="http://www.claudiomartini.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.claudiomartini.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Nov 2009 11:41:52 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>30 Novembre: Festa della Toscana</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/11/30/festa-della-toscana/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/11/30/festa-della-toscana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=203</guid>
		<description><![CDATA[Signor Presidente,
Colleghi Consiglieri,
Autorità presenti,
Signore e Signori,
il tema scelto per questa decima edizione della Festa della Toscana, “Arti, culture, futuro” parla direttamente di qualità e valori tipici della Toscana, parla di noi, o comunque di quello che ci piace o che vogliamo essere.
Tutti ci conoscono per essere terra di arte, di cultura, per il grande patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Presidente,</p>
<p>Colleghi Consiglieri,</p>
<p>Autorità presenti,</p>
<p>Signore e Signori,</p>
<p>il tema scelto per questa decima edizione della Festa della Toscana, “Arti, culture, futuro” parla direttamente di qualità e valori tipici della Toscana, parla di noi, o comunque di quello che ci piace o che vogliamo essere.</p>
<p>Tutti ci conoscono per essere terra di arte, di cultura, per il grande patrimonio artistico, architettonico, paesaggistico.</p>
<p>Ci sono al riguardo stime grandiose su quello che la  Toscana rappresenta in materia di arte e cultura. La metà del patrimonio mondiale in Italia, di cui la metà in Toscana. Ossia il 25% del mondo intero!!</p>
<p>Non so quante queste cifre siano vere. Resta il fatto che una parte grande della nostra identità, della nostra storia e del nostro presente dipendono da e sono strettamente interconnesse all’arte ed alla cultura.</p>
<p>Ma se vogliamo stare coerentemente dentro il tema di oggi dobbiamo cogliere il nesso che c’è con il futuro, appunto. Come si connette la nostra storia di arte e cultura con l’idea che abbiamo del futuro, e con la consapevolezza che non possiamo certo vivere solo del nostro pur glorioso passato?</p>
<p>Credo che alcune possibili risposte siano intuitive, abbastanza semplici da descrivere, a partire dall’idea di valorizzazione economica del patrimonio culturale che abbiamo. Penso al turismo di qualità o al movimento finanziario e  commerciale che può crearsi, se operiamo bene e con intelligenza, nella gestione attiva dei beni e delle attività culturali.<span id="more-203"></span></p>
<p>Oppure anche alla spinta per la ricerca, l’innovazione e le ultime tecnologie che origina la nascita di nuovi mestieri e di veri e propri settori economici nuovi. Ne abbiamo esempi di eccellenza, in tante parti della Regione, magari in imprese piccolissime o in servizi appena formatisi.</p>
<p>Ma c’è di più: al futuro dell’arte e della cultura si lega la qualificazione delle città e del territorio, il mantenimento e persino l’innalzamento della qualità della vita nei centri urbani storici e nel nostro paesaggio rurale o montano, anch’esso ricchissimo di valori culturali ed artistici.</p>
<p>Soprattutto io penso però alla conoscenza in sé stessa, alla cultura come fucina della coscienza, del sapere critico, della consapevolezza personale e sociale. Più che alle economie il futuro lo dovremo – credo &#8211; agli uomini ed alle donne, alla loro sapienza, al loro saper stare dentro i passaggi inediti che tutti ci aspettano, con dignità, con intelligenza, senza paura e senza fanatismi.</p>
<p>E qui il patrimonio di arte e cultura servirà molto, così come la memoria viva dei mestieri, del saper fare, della manualità operaia, artigiana, contadina che dovremo aiutare a non scomparire.</p>
<p>Aggiungo ancora un’annotazione sul tema di quest’anno. Si è scelto di usare i due termini al plurale: “arti” e “culture”. Credo ci sia un senso in questa dicitura. Ossia la consapevolezza di non poter fermarsi a ciò che già sappiamo e siamo.</p>
<p>Leggo in questi due plurali la coscienza di dover cercare nuove idee, nuovi spunti per poter fronteggiare in modo efficace le prove grandi e dure che ci aspettano, i tempi nuovi.</p>
<p>Le conoscenze accumulate nella nostra storia, pur importanti e cospicue, non sono sufficienti. Lo sappiamo, e più lo sappiamo più è facile che ce la caviamo.</p>
<p>Occorre guardare oltre. Dentro la nostra stessa cultura, ai temi nuovi che ci vengono – ad esempio – dall’esperienza delle donne, o dalle nuove frontiere della scienza, della comunicazione, dell’etica. Ci sono sterminati mondi sconosciuti con cui dobbiamo familiarizzare,</p>
<p>Ma bisogna misurarci anche con altre culture, altre esperienze di vita, altre concezioni religiose, etiche, valoriali. In tempi di così forte mobilità delle persone, spessa generata da tragiche esperienze di dolore e di miseria, non esiste via di arricchimento umano fuori dalla strada del dialogo culturale, del confronto umanissimo con le culture dell’immigrazione o della solitudine. Nelle mille forme in cui essa si manifesta.</p>
<p>Ecco dove possiamo trovare i semi del nostro futuro: nella coscienza della pluralità delle culture e delle arti, e nella capacità di vivere bene il confronto. Per dirla con una sola frase, sommaria ma chiara: chi si chiude è perduto. Soli che si apre al mondo e al dialogo può farcela.</p>
<p>Insomma, io penso che una comunità che fa leva sulle arti e sulle culture ha chances vere per il futuro. E deve scommetterci davvero. La cosa non deve apparire bizzarra o vista come una contraddizione in momenti come questi, ove la crisi economica e sociale grave ci spinge quotidianamente a ribadire il valore strategico della manifattura, dell’industria, del concreto manifestarsi della priorità del lavoro e dell’impresa.</p>
<p>Non dovremo mai scegliere in Toscana tra manifattura e cultura, tra arte e industria, perché abbiamo bisogno di tutte e due e perché le due cose sono anche strettamente legate. Lo abbiamo detto in tante occasioni, non credo necessario ripeterlo diffusamente oggi.</p>
<p>L’importante è non dimenticarlo mai e portare la nostra riflessione e la nostra azione al punto di massima e più efficace sintesi. La Festa della Toscana di oggi è una ottima occasione per ricordarcelo e per stimolarci a fare sempre meglio in questa direzione.</p>
<p>Sig. Presidente,</p>
<p>Colleghi Consiglieri,</p>
<p>nel decennale della Festa della Toscana è quasi d’obbligo una riflessione sul significato attuale di questa manifestazione che ogni anno celebra l’abolizione della pena di morte avvenuta il 30 Novembre 1786 ad opera del Granduca di Toscana.</p>
<p>Per me questo decennale ha peraltro un valore particolarmente emozionante, essendo questa l’ultima Festa della Toscana cui partecipo in quanto membro di questo Consiglio e del la Giunta Regionale.</p>
<p>Consentitemi alcune brevi riflessioni su una Festa che, anno dopo anno, ho imparato ad apprezzare ed a vivere come grande occasione di crescita culturale collettiva.</p>
<p>Fin nel testo della legge che la istituisce si è dichiarata l’intenzione di approfondire la riflessione e l’iniziativa sulle radici della pace e della giustizia, di valorizzare la memoria, di attingere al patrimonio di diritti e di civiltà che nella nostra regione ha trovato un radicamento profondo, un orientamento per il futuro, oltre che un  lascito del passato.</p>
<p>La cancellazione della pena di morte come esaltazione dei diritti, insomma, non solo come negazione della barbarie.</p>
<p>Se riflettiamo su quanto sia sempre più importante il ruolo dei diritti umani nel panorama internazionale e su come tutta la politica sia in qualche modo “costretta” a farci i conti ad ogni piè sospinto, spesso con contraddizioni forti e stridenti, dobbiamo concludere che le motivazioni di questa “Festa” sono quanto mai attuali nella realtà e nella vita  del nostro tempo.</p>
<p>La spinta all’abolizione completa della pena di morte in tutto il mondo è infatti un propellente formidabile per portare in primo piano, oltre alla difesa sacrosanta della vita, i temi della qualità e della dignità dell’esistenza umana e quelli dei diritti della persona considerati come motore di una crescita economica sostenibile e duratura, fondata su bisogni reali e ancora largamente insoddisfatti e su un rapporto non conflittuale con il nostro pianeta e le sue risorse.</p>
<p>Anche la ‘’Dichiarazione del Millennio’’ delle Nazioni Unite segnala  come obiettivi centrali la necessità di un forte sviluppo economico, di un partenariato mondiale nel settore industriale e finanziario, nelle tecnologie avanzate, nell’informazione, nella comunicazione e nella cultura.</p>
<p>Lo sviluppo è lo strumento principale per combattere in maniera efficace la povertà e la fame in tutto il mondo. Solo l’affermarsi di una visione complessiva in grado di investire non solo la produzione, ma gli ambiti dell’istruzione, dell’arte, della scienza, della ricerca e della cultura – e qui ritroviamo il tema di oggi &#8211; può sospingerci verso questo traguardo.</p>
<p>Questa conclusione che può sembrare viziata di utopismo è invece una strada obbligata. Quando questa crisi economica planetaria sarà giunta alla sua conclusione l’assetto del mondo potrebbe essere  anche molto diverso da quello che abbiamo sperimentato negli anni recenti.</p>
<p>Questo cambio di panorama potrebbe, paradossalmente, vedere i “diritti umani” come agnello sacrificale sull’altare di una ripresa economica che non voglia fare i conti con le contraddizioni e gli errori che hanno portato alla crisi mondiale; partita in ambito finanziario si è rapidamente trasformata in crisi economica, occupazionale,  sociale, di consumi.</p>
<p>Noi dobbiamo evitare questa spirale negativa e proporre un progetto praticabile di uscita dalla crisi che introduca  i correttivi necessari per non tornare indietro, avviando invece una fase nuova. Bisogna aprire le finestre del mondo, far uscire l’aria viziata e far circolare aria nuova e salubre, anche se qualcuno magari sarà scontento perché a quell’aria viziata si era abituato.</p>
<p>Bisogna perseguire lo sviluppo congiunto dell’economia, dei diritti e della cultura per spezzare il circolo vizioso della mancata crescita, della discriminazione, della povertà e dell’ esclusione, in nome di quel mondo più giusto e civile al quale si sono votati tanti figli della nostra Toscana.</p>
<p>Un pensiero voglio dedicare oggi anche al nostro orizzonte europeo, essendo che domani entrerà formalmente in vigore il Tratto Costituzionale europeo, il cosiddetto Trattato di Lisbona, lungamente atteso e sofferto. Il progetto europeo è cresciuto negli anni passati su due certezze: la pacificazione tra i popoli del nostro Continente dopo i trascorsi terribili dei conflitti del XX secolo e la crescita delle opportunità e del benessere per i cittadini ed i territori dell’ Europa, entrambe favorite e “spinte” dalla progressiva integrazione politica ed economica dei Paesi membri.</p>
<p>Oggi anche questi due fondamenti vacillano ad opera di quell’insieme di fenomeni di portata storica che abitualmente definiamo come “globalizzazione”.</p>
<p>Viviamo in un mondo dove benessere e sviluppo  sono interdipendenti e dove l’accelerazione degli scambi ha accresciuto la ricchezza ma ha aggravato le disuguaglianze, amplificando il fenomeno delle migrazioni.</p>
<p>La crisi dello Stato-nazione ripropone la necessità di nuovi ordinamenti internazionali ma anche l’urgenza di ridefinire i contorni della sovranità, della rappresentatività, del ruolo della politica e degli strumenti che rendano efficace e quindi credibile la nostra democrazia.</p>
<p>Se non vogliamo che prevalga la logica del più forte occorre affermare un sistema dei diritti umani che divenga parte fondante del nuovo ordine mondiale. Guerra e povertà ci parlano di un mondo dove la negazione dei diritti è estesa, radicata e perdurante e di una battaglia che è tutt’altro che vinta. Questo è il compito fondamentale per i prossimi anni.</p>
<p>In Toscana siamo decisi a tenerci stretta la lezione del passato ed il filo che abbiamo costruito tra storia e memoria,  prezioso per guidare i passi del nostro percorso di domani.</p>
<p>Oggi dobbiamo affrontare l’emergenza della disuguaglianza che è la questione fondamentale di questo inizio secolo, insieme a quella della pace. La lotta sistematica alla povertà è un valore in sé ma, al tempo stesso, ha anche i caratteri di strumento attivo ed efficace per la costruzione della pace.</p>
<p>Se si abbandono il Pil  come misuratore di ricchezza e si adottano altri indici di benessere, si scopre che nei paesi più ugualitari la qualità della vita è migliore. Una maggiore uguaglianza diminuisce lo stress sociale, non solo per chi sta in basso, ma per tutti.</p>
<p>Aggredire questo problema delle disparità sociali è oggi la vera priorità: lo è perché così si può rilanciare una crescita sana, più equilibrata, non fondata sull’economia del debito; lo è perché così si possono combattere molte malattie sociali che ci affliggono.</p>
<p>Signor Presidente, colleghi Consiglieri,</p>
<p>la  Toscana orienta il proprio operato tenendo fermi questi obiettivi e la “Festa della Toscana” mette a fuoco ogni anno una parte di quell’ampio mosaico che costituisce il nostro patrimonio di valori.</p>
<p>C’è qui un grande spazio per l’iniziativa delle Regioni chiamate a confrontarsi in diretta con il processo di mondializzazione. Noi Regioni possiamo essere un grande spazio pubblico della democrazia e della partecipazione, dove i territori ed i cittadini abbiano voce in capitolo, un organismo vivo e vitale che coltiva speranze non ordinarie anche in tempi di crisi.</p>
<p>Uno dei temi su cui abbiamo posto una ricorrente attenzione e che emerge da tante nostre iniziative è quello della valorizzazione della nostra Costituzione, della sua modernità e delle potenzialità del testo fondamentale.</p>
<p>La nostra Costituzione proclama l’uguaglianza e l’universalità dei diritti dell’uomo; riconosce ad ogni persona bisogni insopprimibili e diritti inalienabili; concepisce istituzioni fondate sulla divisione e l’articolazione dei poteri; affida allo Stato compiti attivi nell’affermazione dei diritti.</p>
<p>Soprattutto la Costituzione garantisce il diritto di ciascun individuo ad ottenere dallo Stato il riconoscimento e la difesa delle proprie libertà, che sono inviolabili. E’ una conquista decisiva, che vuol contribuire a mettere la parola “fine” alle tragedie  del Novecento.</p>
<p>Per impedire il ritorno a quel passato di distruzioni e di lutti si è lavorato, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, alla costruzione di dighe contro il razzismo ed il genocidio; basti pensare alle Carte internazionali a tutela dei diritti umani. Erano e restano ancora oggi le nostre assicurazioni contro le ideologie omicide e liberticide che circolano nel mondo.</p>
<p>Voglio concludere proprio con questo tributo alla nostra Costituzione, che considero peraltro – anche per la bellezza del suo testo – un’opera d’arte e di cultura, e così siamo più che mai in tema.</p>
<p>La  Costituzione repubblicana rimane una straordinaria opportunità per ulteriori conquiste civili, nonostante le difficoltà del nostro tempo e la complessità dei problemi.</p>
<p>Potremmo dire che la Costituzione repubblicana è anche la conclusione ideale di un lungo percorso iniziato il 30 Novembre 1786, che ha portato l’uomo ed i diritti fondamentali al centro della vita pubblica.</p>
<p>Ai giovani della nostra regione, nel decennale della “Festa della Toscana”, affidiamo il compito di esprimere con le parole giuste e con le proposte adeguate il bisogno insopprimibile di libertà e di dignità che ogni essere umano porta con sé e che la politica deve interpretare al meglio per assolvere il proprio ruolo e la propria funzione al servizio dell’uomo.</p>
<p>Anche per poter esprimere al meglio il potenziale di creatività e di innovazione che questa regione non mancherà di far valere nelle sfide del futuro.</p>
<p>A tutti noi, e a tutti coloro che opereranno in nome della Toscana nei prossimi anni auguro di tutto cuore di essere all’altezza del compito e delle aspettative. E di esserlo in senso ampio: per entusiasmo, per intelligenza, per onestà e, ovviamente, anche per arte e per cultura.</p>
<p>Buon futuro alla Toscana, a tutte le toscane ed a tutti i toscani, ed a tutti coloro che vivono in Toscana.</p>
<p>Buon futuro a tutti noi.</p>
<p>Claudio Martini</p>
<p><em>(discorso pronunciato in Palazzo Vecchio a Firenze il 30 novembre in occasione delle celebrazioni della festa della Toscana 2009)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/11/30/festa-della-toscana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non mi ricandido alla presidenza della Regione Toscana</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/10/27/non-mi-ricandido-alla-presidenza-della-regione-toscana/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/10/27/non-mi-ricandido-alla-presidenza-della-regione-toscana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 14:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti Climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Martini]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=192</guid>
		<description><![CDATA[
Non saro&#8217; candidato alla presidenza della Regione Toscana alle prossime elezioni regionali. Non ci sara&#8217; un Martini-ter. E&#8217; venuto il momento di praticare il rinnovamento alla guida della Regione. Questa e&#8217; una decisione del tutto naturale se si ragiona in una logica di innovazione ed evoluzione. Ho preso in esame l&#8217;ipotesi di un terzo mandato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lwuCLd_Iksk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/lwuCLd_Iksk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
Non saro&#8217; candidato alla presidenza della Regione Toscana alle prossime elezioni regionali. Non ci sara&#8217; un Martini-<em>ter</em>. E&#8217; venuto il momento di praticare il rinnovamento alla guida della Regione. Questa e&#8217; una decisione del tutto naturale se si ragiona in una logica di innovazione ed evoluzione. Ho preso in esame l&#8217;ipotesi di un terzo mandato, che qualcuno auspicava e qualcuno temeva, anche per lo scrupolo di esaminare tutti gli scenari e per rispondere ad alcune sollecitazioni, ma questa, non e&#8217; mai stata la mia prima opzione. Alla base della mia decisione ci sono ragioni politiche e non personali o giuridiche. La scelta del nuovo candidato alla presidenza della Regione avverra&#8217; attraverso primarie di coalizione, sulla base delle legge regionale toscana.<span id="more-192"></span> Spero che le forze della coalizione si incontrino presto; auspico senso di responsabilita&#8217; e coerenza. Da parte mia in tempi rapidi, dopo aver consultato tutte le forze politiche, firmero&#8217; il decreto per stabilire la data di convocazione delle primarie. Nel frattempo invito a non far partire la girandola di nomi e candidature.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/10/27/non-mi-ricandido-alla-presidenza-della-regione-toscana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un appello in difesa della Costituzione</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/10/10/un-appello-in-difesa-della-costituzione/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/10/10/un-appello-in-difesa-della-costituzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 13:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=176</guid>
		<description><![CDATA[

L’invito a sottoscrivere il seguente Appello nasce dall’esigenza di dare voce ad una domanda che ho raccolto in questi giorni. Tantissimi cittadini mi hanno espresso angoscia e preoccupazione per il rischio che il conflitto istituzionale che è esploso, dopo la sentenza della Corte che ha annullato il “lodo Alfano”, possa creare danni al paese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jVlANCRYLp0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/jVlANCRYLp0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">L’invito a sottoscrivere il seguente Appello nasce dall’esigenza di dare voce ad una domanda che ho raccolto in questi giorni. Tantissimi cittadini mi hanno espresso angoscia e preoccupazione per il rischio che il conflitto istituzionale che è esploso, dopo la sentenza della Corte che ha annullato il “lodo Alfano”, possa creare danni al paese e alimentare un’ulteriore lacerazione tra cittadini e istituzioni.<br />
Non è in discussione il diritto di governare da parte di chi ha vinto le elezioni, ma il governo deve realizzarsi dentro le regole costituzionali, senza delegittimare gli altri poteri, senza scossoni che dividano il Paese e la sua coscienza.<br />
La Toscana, regione della partecipazione, faccia sentire la sua voce</p>
<hr />
<p style="text-align: left;"><strong>Sono state chiuse le sottoscrizioni</strong> e all&#8217;appello  hanno aderito <strong>4290 </strong>persone.</p>
<p><a href="http://www.claudiomartini.it/appello/">Leggi l&#8217;appello in difesa della costituzione</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/10/10/un-appello-in-difesa-della-costituzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contro la crisi la Toscana investa sulla green economy</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/10/08/contro-la-crisi-la-toscana-investa-sulla-green-economy/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/10/08/contro-la-crisi-la-toscana-investa-sulla-green-economy/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 07:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=135</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;La sostenibilità dell´ambiente fa bene all´economia&#8221;
A dicembre si terrà a Copenaghen la conferenza mondiale sul clima. Si tratta di un appuntamento molto atteso. Tuttavia sono scettico sulla possibilità che questo vertice possa rappresentare una svolta decisiva. Eppure intervenire per correggere i fenomeni in atto è fondamentale. L´agosto scorso è stato il più caldo degli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La sostenibilità dell´ambiente fa bene all´economia&#8221;</em><br />
A dicembre si terrà a Copenaghen la conferenza mondiale sul clima. Si tratta di un appuntamento molto atteso. Tuttavia sono scettico sulla possibilità che questo vertice possa rappresentare una svolta decisiva. Eppure intervenire per correggere i fenomeni in atto è fondamentale. L´agosto scorso è stato il più caldo degli ultimi 150 anni. Aggiungo che i primi 9 anni del 2000 sono stati fra i 12 più caldi di sempre. Da circa 30 anni sono in aumento i giorni con le massime superiori a 25 gradi e le notti con le massime sopra i 20. E in inverno diminuiscono quelli con le minime inferiori a zero. Insomma, il pianeta si sta pericolosamente riscaldando. Tanto che gli effetti si sentono anche in Toscana, dove negli ultimi 40 anni la temperatura media è aumentata, rispetto ad un secolo fa, di 4 gradi e le piogge sono diminuite del 16% in 50 anni. Un segnale d´allarme ci arriva anche dalla vite, che da noi ha un´importanza strategica: il suo periodo di fioritura è anticipato di 8 giorni, con crescenti rischi di danni da gelate. Una cosa è certa: se non facciamo nulla la situazione peggiorerà. E´ per questo che saremo al vertice di Copenaghen con le nostre proposte per uno sviluppo sostenibile. Anzi, per prepararci a questo appuntamento, il 26 novembre organizzeremo a Firenze un green day.<span id="more-135"></span><br />
Sarà l´occasione per illustrare i nostri progetti per all´abbattimento dei gas serra, l´adattamento ai cambiamenti in atto e per lo sviluppo della green economy. Presenteremo anche i risultati di un anno di applicazione del nostro piano energetico, con crescite delle fonti rinnovabili ad una, due e anche tre cifre: fotovoltaico + 614%, eolico + 113%, geotermia +10%. Abbiamo ricevuto oltre 2mila domande per contributi all´installazione di pannelli fotovoltaici ed entro il 2013 le finanzieremo tutte, con una spesa di 116 milioni. Il nostro obiettivo è quello di arrivare prima del 2020 a produrre con le fonti rinnovabili il 50% dell´energia elettrica. Ma per rispondere ai problemi del pianeta oltre alle iniziative locali servono anche quelle globali. Perciò è necessario che le proposte europee vengano fatte proprie anche da altri paesi e i governi coinvolgano di più i territori, in modo da aprire una nuova stagione di collaborazione. Stiamo attraversando una crisi difficile e lo sbaglio più grosso sarebbe quello di pensare che non è il tempo per l´ecologia e l´ambiente, di affermare che potremo riparlarne quando avremmo riavviato la macchina economica. Non la penso così. La sostenibilità fa bene all´ambiente e all´economia. I territori che investono in ricerca e sviluppo di tecnologie verdi sono quelli che reagiscono meglio alla crisi. Lo dice uno studio dell´Ocse che ha analizzato le performance di 41 città. La Toscana ha recepito in pieno la scelta europea delle tre 20: meno 20% di consumi e di emissioni, più 20% di energia da fonti rinnovabili. Per realizzare questi obiettivi dobbiamo darci tutti una mossa. Non perdiamo altri 20 anni.</p>
<p>(articolo per La Repubblica 08/10/2009)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/10/08/contro-la-crisi-la-toscana-investa-sulla-green-economy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Martini, piano di emergenza contro la crisi toscana</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/09/16/martini-piano-di-emergenza-contro-la-crisi-toscana/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/09/16/martini-piano-di-emergenza-contro-la-crisi-toscana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 07:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=134</guid>
		<description><![CDATA[«Il governo non ha politiche industriali, allora ci pensiamo noi: la Regione vara un Fondo di 500 milioni per progetti di nuovi investimenti». Martini cala l´asso e tappa la bocca a chi lo accusa di tentennare e di non aver fatto il possibile contro la crisi.
Al Fondo di 500 milioni, si aggiungono: un secondo Fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Il governo non ha politiche industriali, allora ci pensiamo noi: la Regione vara un Fondo di 500 milioni per progetti di nuovi investimenti». Martini cala l´asso e tappa la bocca a chi lo accusa di tentennare e di non aver fatto il possibile contro la crisi.<br />
Al Fondo di 500 milioni, si aggiungono: un secondo Fondo chiuso diretto a sostenere la prima fase di insediamento in Toscana di nuovi progetti, i 180 milioni del piano casa toscano, i 150-200 destinati ai piani di innovazione urbanistica fondati sullo sviluppo sostenibile, la conferma anche per il 2010 dei 5 milioni stanziati quest´anno per gli ammortizzatori sociali, infine risorse da quantificare per favorire l´accesso al credito. «Non ho mai creduto che in situazioni di emergenza si possano usare solo strumenti ordinari &#8211; dice il presidente della Regione &#8211; è l´ora di misure eccezionali».<br />
In effetti, è una sorta di &#8220;piano Marshall&#8221; regionale quello che annuncia. Ma i soldi dove li prende, presidente?<br />
«I 500 milioni provengono da una massa di manovra già allocata in infrastrutture e progetti europei. E´ possibile procedere a un riordinamento di questi progetti per favorire nuovi investimenti. Quanto al Fondo chiuso, l´idea è di fornire una sorta di bonus d´accoglienza. Chi rileva una impresa toscana in difficoltà e ha progetti di rilancio potrà contare sulla partecipazione della Regione al capitale nella fase iniziale, poi, a cose avviate, la Regione esce e ruota in altri progetti quei capitali».<br />
Dietro queste misure c´è una valutazione di assoluta criticità dell´economia regionale. Ne ha parlato lunedì coi sindacati e ne parlerà la prossima settimana con gli imprenditori?<br />
«Gli incontri servono a seguire la crisi settimana dopo settimana, a confrontare le diverse priorità e a stabilire una specie di mappa degli interventi. Sia chiaro: serve l´intervento di tutti, la Regione con le sue scarse competenze può arrivare fino a un certo punto. Avremmo bisogno di politiche nazionali, ma non ci sono. Quest´anno la caduta del Pil nazionale sarà del 5%, quello toscano poco più poco meno. Si prevede un recupero di mezzo punto nel 2010, di meno di un punto per anno negli anni a seguire. Se non si interviene con una cura massiccia, serviranno sei o sette anni per tornare ai livelli di richhezza del 2008. Quante imprese saranno in grado di reggere? Quanti lavoratori perderanno il posto? Occorre mettere in campo tutte le risorse disponibili e orientarle per affrontare la crisi».<br />
<span id="more-134"></span>Ci sono due problemi grossi: Delphi e raffineria Eni. Che farete?<br />
«Noi non copriamo deficit. Ma dove ci sono progetti dobbiamo trovare le risorse. Il progetto di Rossignolo per la componentistica ci pare buono, perciò dobbiamo trovare le risorse che servono, non essere ingessati come nelle situazioni ordinarie. I due Fondi a cui abbiamo accennato rispondono a questa necessità di finanza straordinaria. Vede, noi non vogliamo solo evitare delle chiusure, ma costruire nuove economie nei campi oggi privilegiati dell´energia, delle nuove fonti, dei servizi logistici. Gli imprenditori e le banche debbono muoversi e collaborare. Stiamo cercando di costruire un tavolo comune con il Piemonte e il governo nazionale per vedere di affrontare insieme lo sviluppo dell´industria componentistica. Quanto all´Eni, è cosa diversa. L´Ente ci ha detto che la sua raffineria può interessare di più un privato che non loro, dal momento che non considerano prioritarie le produzioni che vi fanno. Per noi, invece, l´Eni non deve abbandonare Livorno, qualunque piano industriale deve chiarire che non si compra per arrivare a esaurire il ciclo industriale, l´Eni ha impegni precisi col territorio: bonifiche e sistemazione del porto. Chi garantisce che tutto questo avvenga? L´Eni sembra possibilista: nei prossimi giorni andremo a Roma per verificare questa disponibilità».<br />
Chi gestirà tutto questo? Sarà ancora Martini o Martini, come molte voci suggeriscono, si appresta a lasciare la presidenza e altri gareggeranno per conquistarla?<br />
«Prevedo che serviranno ancora tre o quattro settimane per rispondere alla sua domanda. Ma il piano per la Toscana non è il progetto di un individuo, ma di una classe dirigente. Peccato che manchi il contributo del governo nazionale».<br />
Lei ha dichiarato, un mese fa, che le sue simpatie andavano a Bersani, nella corsa alla segreteria del Pd. Che pensa oggi? Lui ha dichiarato che vedrebbe bene un solo candidato del Pd nelle primarie di coalizione in Toscana.<br />
«Le regole del partito prevedono che, fatta la scelta della coalizione, il Pd candidi uno o due candidati non di più. E´ il criterio dell´appoggio del 35%. Non è obbligatorio che i candidati siano due o che sia uno solo. Come si decide? Invece di dare via libera alle autocandidature, valutiamo prima le esigenze del territorio, le figure che intendono assumersi impegni, poi vediamo se c´è unità su un nome o se è bene che i candidati siano due. Per me, un partito serio fa così. Quanto a Bersani, dico che, col passare del tempo, la mia vicinanza e propensione verso la sua posizione sono aumentate. Bersani pone due questioni: l´esigenza di una correzione di direzione di marcia e il rafforzamento delle strutture organizzative. Non è in discussione il progetto del Pd, ma non possiamo dire andiamo avanti come prima, come fa Franceschini. Perché il nodo cruciale è questo: siamo in difficoltà. Viviamo una grave crisi che si ripercuote su famiglie e cittadini, la risposta del governo è totalmente inadeguata, il discredito etico-morale sulla classe dirigente al potere è senza precedenti così come quello internazionale, eppure la destra non cede e noi fatichiamo ad avere politiche influenti. Sembra che il futuro di Berlusconi possa essere deciso solo all´interno della destra. Noi dobbiamo ora parlare ai pezzi vivi della società, ai giovani, agli imprenditori, ai lavoratori. Avremo bisogno di una guida forte ma non solitaria. Va costruito il gruppo dirigente della grande sfida».</p>
<p><em>(Intervista di Pietro Jozzelli per la Repubblica 16/09/2009)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/09/16/martini-piano-di-emergenza-contro-la-crisi-toscana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Martini cambia la cura anticrisi</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/08/31/martini-cambia-la-cura-anticrisi/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/08/31/martini-cambia-la-cura-anticrisi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 08:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=133</guid>
		<description><![CDATA[Intervista con il presidente della Regione: criteri diversi per l’erogazione dell’una tantum ai disoccupati
«Allargheremo i parame­tri per consentire a più disoc­cupati di accedere agli aiu­ti ». Il presidente della Regione Clau­dio Martini annuncia che cambierà le regole, poi rivolge un appello alle ban­che — «più dialogo con le imprese» — e al governo: «Basta immobilismo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista con il presidente della Regione: criteri diversi per l’erogazione dell’una tantum ai disoccupati<br />
</em><strong>«Allargheremo i parame­tri per consentire a più disoc­cupati di accedere agli aiu­ti ».</strong> Il presidente della Regione Clau­dio Martini annuncia che cambierà le regole, poi rivolge un appello alle ban­che — «più dialogo con le imprese» — e al governo: «Basta immobilismo, gli enti locali da soli non ce la fanno».<br />
«I numeri, anche quelli che ho letto sul Corriere Fiorentino , parlano chiaro, dico­no una cosa sola, che la crisi c’è e che la situazione questo autunno sarà pesantissi­ma ». In una giornata funestata dall’en­nesima morte sul lavoro, il presidente della Regione Claudio Martini parla di economia, occupazione, crisi. E annuncia nuovi provvedimenti, chiedendo però al governo di fare la propria parte.<br />
Presidente, il rientro dalle ferie per migliaia di persone rischia di essere un dramma.<br />
«La situazione è preoccupante e del resto non ci voleva molto a pre­vederlo; a fine luglio lo avevamo det­to. Sapevamo che a settembre qualche azienda non avrebbe riaperto, che si sa­rebbero sommate le conseguenze di mesi di difficoltà, che gli effetti sull’occupazione sarebbero stati importanti. Sta arrivando ora, per intero, l’onda lunga della crisi e c’è viva preoccupazione».<br />
Ci sono segnali di ripresa?<br />
«Dal nostro osservatorio, tutti gli inviti all’ottimismo, nazionali e internazionali, appaiono poco realistici. Se anche la ripre­sa c’è, prima che esprima il proprio poten­ziale, soprattutto sul fronte dei posti di la­voro, ci vorrà molto tempo».<br />
Cosa farà o può fare la Regione?<br />
«Moltiplicare gli sforzi. I fondi per le ga­ranzie al credito saranno interamente utiliz­zati e abbiamo messo in campo altri stru­menti, ma serve soprattutto un impegno del governo.<span id="more-133"></span> L’assessore al lavoro Simonci­ni ha indetto una riunione straordinaria mercoledì proprio per fare il punto sulla cri­si e sugli ammortizzatori sociali, per esami­nare la situazione dei distretti e di alcune singole imprese in grave crisi, ma senza una prospettiva vera non si va avanti. Sen­za l’intervento del governo, finora assoluta­mente insufficiente, non si può uscire da una simile congiuntura».<br />
Sindacati e categorie hanno chiesto una maggiore efficacia e omogenità negli interventi. Alla Regione hanno chiesto ad esempio di cambiare i criteri di erogazio­ne dell’una tantum per i disoccupati, da­to che ne hanno usufruito meno di 150 persone. Pensate a nuovi strumenti?<br />
«La riunione convocata da Simoncini serve anche a questo. Come detto, però, il fondo di sostegno alla liquidità delle im­prese tra poche settimane sarà utilizzato al 100% e non si possono immaginare rifinan­ziamenti. Per quanto riguarda l’una tan­tum siamo partiti un po’ prudenti, con pa­letti selettivi per evitare che il fondo si esaurisse subito. Ora però allargheremo i parametri, così da consentire in poco tem­po l’accesso a più persone. E stiamo pen­sando anche a nuovi strumenti per le situa­zioni di crisi, da attuare di concerto con gli enti locali. Penso che tutti riconoscano che abbiamo fatto tanto, ma è anche vero che si può sempre fare di più».<br />
Ci saranno risorse straordinarie per le 20.000 persone che, secondo la Cgil, rima­ranno senza sostegno al reddito o senza lavoro entro la fine dell’anno?<br />
«L’assessore Simoncini ha scritto al go­verno chiedendo 77 milioni di nuove risor­se per gli ammortizzatori sociali entro l’an­no, mi auguro che la risposta sia positiva. Per quanto ci riguarda, tutte le risorse per la spesa corrente quest’anno sono impegnate e restano solo alcune risorse per gli investi­menti che useremo per alcuni selezionati in­terventi prioritari. A metà settembre fare­mo il punto, ma deve essere chiaro che una crisi simile non può essere affrontata con le risorse della Regione, delle Province e dei Comumi. Non vorrei passasse la pericolosa illusione che di fronte ad un immobilismo del governo saranno Regioni ed enti locali ad intervenire&#8230; È una logica perversa: il ve­ro problema è la politica nazionale».<br />
Anche il modello dei distretti è in crisi. Vanno salvati, e se sì come?<br />
«Credo che i distretti, nonostante la gra­ve crisi che attraversano, abbiano una loro vitalità; la riorganizzazione è già in atto, anche a Arezzo o Prato, che attraversano situazioni particolarmente gravi. Il proble­ma è che questa è una crisi nuova per due aspetti: la competizione su scala mondia­­le, che rende molto più temibile la concor­renza, e la sua durata. I distretti toscani hanno affrontato e superato molti periodi duri, anche di due o tre anni, ma questa crisi è iniziata a metà 2007 e durererà an­cora per molto. Quello che il governo non dice è che chiuderemo il 2009 con un me­no 5% del Pil, che nel 2010 il Pil salirà del­lo 0,5%, nel 2011 dell’1% e che quindi ri­schiamo di arrivare al 2015 prima di torna­re ai livelli pre-crisi. In una situazione del genere nessuno resiste, non solo i distret­ti, ma tutti i settori già oggi in difficoltà, compreso turismo e commercio».<br />
Sindacati e imprese lamentano anche una perdurante difficoltà di accesso al credito, comportamenti non corretti del­le banche. Qual è il suo giudizio?<br />
«Questa tensione sul credito c’è e mi è stata manifestata più volte. Per questo ho ri­volto un invito specifico a banche e impre­se di parlarsi di più, di dialogare perché ognuno ha bisogno dell’altro. Da un lato le imprese chedono soldi, dall’altro le banche dicono che proprio perché in passato ne so­no stati concessi troppi e troppo facilmente è esplosa la crisi, e che non ci può fare come prima. Ma un equilibrio va trovato. Ribadi­sco una volta di più l’invito al dialogo. An­che per evitare il paradosso che a pagare sia­no le imprese sane, quelle che vogliono un rilancio e che hanno bisogno di capitali».<br />
Il «piano casa», secondo molti non ha avuto alcun effetto sull’economia.<br />
«Noi siamo stati la prima Regione ad ap­provare il cosidetto piano casa e qualche effetto c’è stato, ma mi sembra che il go­verno per primo non ci abbia creduto. È stata solo un’operazione mediatica, finaliz­zata alla logica elettorale. Puntiamo inve­ce sul nostro piano per l’edilizia popolare, con 180 milioni di euro veri, disponibili e che cercheremo di dinamizzare il più pos­sibile. Soldi che serviranno anche all’eco­nomia e alle piccole imprese, agli artigia­ni, dal momento che riguardano anche interventi di restauro e manutenzione, non solo di nuove costruzioni».<br />
La giunta programmatica di settembre sarà centrata sull’economia?<br />
«Sì. Si riunirà a metà mese e sarà tutta incentrata su economia, occupazione, la­voro, dinamizzazione e sviluppo. Parlere­mo anche degli ultimi provvedimenti di fine legislatura legati a questo tema, co­me i fondi Pius per lo sviluppo urbano, alcune decine di milioni che daremo ai Comuni, di infrastrutture, di semplifica­zione delle procedure, penso ad esempio alle valutazioni di impatto ambientale e e a quelle di impatto sanitario».<br />
Quanto sarà nero, l’autunno toscano?<br />
«Sarà il peggiore da tempo, forse dalla crisi petrolifera del 1973 che portò all’au­sterity. Occorre ripensare tutto lo svilup­po e c’è un problema istuzionale. Il gover­no ha sempre detto &#8216;la crisi non c’è&#8217;, ha fatto poco, molto meno di altri paesi, e l’Italia non ha strumenti sufficienti per af­frontare la congiuntura. Il vero problema è la fragilità degli interventi messi in atto dall’esecutivo nazionale, e come Regioni cercheremo di metterci attorno ad un ta­volo con il governo e di strappare qual­che cambiamento. Perché se così non sa­rà, se non sarà allentato il patto di stabili­tà sugli investimenti consentendo ai Co­muni di spendere soldi che hanno, se con­tinueranno i tagli ai trasferimenti su sani­tà, servizi sociali e trasporto, gli effetti sulla vita quotidiana di ogni toscano, di ogni italiano, saranno pesanti».<br />
<em><br />
(intervista di Mauro Bonciani per il Corriere Fiorentino del 30/08/2009)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/08/31/martini-cambia-la-cura-anticrisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Sto con Bersani ma non mettiamoci le magliette dentro lo stesso partito&#8221;</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/08/24/sto-con-bersani-ma-non-mettiamoci-le-magliette-dentro-lo-stesso-partito/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/08/24/sto-con-bersani-ma-non-mettiamoci-le-magliette-dentro-lo-stesso-partito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 12:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[claudio martini]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=132</guid>
		<description><![CDATA[Intervista a L&#8217;Unità del 23 Agosto 2009
 “Io sono pro e non contro”. Claudio Martini, presidente della regione Toscana, spiega così il suo sostegno a Bersani e al suo candidato a Firenze Manciulli.
Presidente, come sta il Pd?
Credo abbia bisogno di aggiustamenti e correzioni, serve un radicamento non solo organizzativo ma sociale. Però evitiamo di farci del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a L&#8217;Unità del 23 Agosto 2009</em></p>
<p> “Io sono pro e non contro”. Claudio Martini, presidente della regione Toscana, spiega così il suo sostegno a Bersani e al suo candidato a Firenze Manciulli.<br />
<strong>Presidente, come sta il Pd?</strong><br />
Credo abbia bisogno di aggiustamenti e correzioni, serve un radicamento non solo organizzativo ma sociale. Però evitiamo di farci del male. Non voglio che ci mettiamo le magliette dentro lo stesso partito.<br />
<strong><span id="more-132"></span></strong><strong>Bersani rappresenta meglio questo spirito?</strong><br />
Penso di sì. Abbiamo delle sfide importanti davanti a noi e credo che le sue risposte siano più forti.<br />
<strong>Che succederà dopo il congresso?</strong><br />
Chiunque vinca deve farci stare tutti insieme. Ci vuole robustezza, finora siamo solo una bella intuizione.<br />
<strong>Quali sono i temi su cui il Pd deve battere il chiodo?</strong><br />
Sicuramente il tema della modernità. Vanno sconfitte quelle visioni statiche, alla Asor Rosa per intenderci, che vogliono non si tocchi nulla.<br />
<strong>Non crede che la sinistra abbia subito una sconfitta sul piano culturale? Non ha vinto il “modello Berlusconi”?</strong><br />
Appunto, quale risposta diamo al disastro culturale che ci circonda? Il qualunquismo e il populismo ormai toccano anche la sinistra. Ci vuole un contrasto forte.<br />
<strong>Alle prossime regionali si ricandida?</strong><br />
Ne parleremo a ottobre, farlo adesso durante il congresso rischia di ingarbugliare tutto.<br />
<strong>Qualcuno dice che lei ha già fatto due mandati quindi…</strong><br />
Però è strano che si chieda a me che cosa voglio fare come se questa carica fosse di mia proprietà. Sono abituato a un altro metodo: si discute, si parla del programma. Poi si individua chi è in grado di portarlo avanti nel migliore dei modi.<br />
P.S.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/08/24/sto-con-bersani-ma-non-mettiamoci-le-magliette-dentro-lo-stesso-partito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La tragedia di Viareggio</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/06/30/la-tragedia-di-viareggio/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/06/30/la-tragedia-di-viareggio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 13:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Viareggio]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=131</guid>
		<description><![CDATA[Adesso è il momento delle priorità. Per almeno le prossime 72 ore. Occorre curare i feriti, assistere le famiglie e fare tutto quello che occorre per ripristinare la linea ferroviaria e la fruibilità della stazione.
Poi affronteremo cause e responsabilità.
Per quanto ci riguarda la giunta approverà entro domani mattina un decreto che dichiara lo stato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Adesso è il momento delle priorità.</strong> <strong>Per almeno le prossime 72 ore. Occorre curare i feriti, assistere le famiglie</strong> e fare tutto quello che occorre per ripristinare la linea ferroviaria e la fruibilità della stazione.<br />
<strong>Poi affronteremo cause e responsabilità.</strong><br />
Per quanto ci riguarda la giunta approverà entro <strong>domani mattina un decreto che dichiara lo stato di emergenza.</strong> Questo consentirà al governo di approvare tutte le misure di supporto e aiuto entro venerdì.<br />
La macchina regionale della Protezione civile e del sistema sanitario ha risposto subito all&#8217;allarme cui è stata chiamata nella notte. E ha svolto il proprio compito con tempestività ed efficienza. Stanno a dimostrarlo la tendopoli approntata davanti al Comune dai volontari della Protezione civile per assistere agli sfollati, e la rapida accoglienza prestata ai feriti nelle strutture sanitarie.<br />
<strong>A tutto il volontariato e al personale sanitario va il mio personale ringraziamento</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/06/30/la-tragedia-di-viareggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>927</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Troppa fretta, così ci facciamo del male</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/06/29/troppa-fretta-cosi-ci-facciamo-del-male/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/06/29/troppa-fretta-cosi-ci-facciamo-del-male/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 10:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=129</guid>
		<description><![CDATA[Questo dibattito mi sembra surreale. Per ora resto a guardare&#8230;
Il congresso del Pd in autunno? «Per me sarebbe stato meglio farlo dopo il voto regionale ». Non ha dubbi il presidente toscano Claudio Martini «all’ultima direzione nazionale non c’ero per motivi personali, ma vi fossi stato avrei sostenuto la tesi di Finocchiaro, Chiamparino ed altri» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo dibattito mi sembra surreale. Per ora resto a guardare&#8230;<br />
Il congresso del Pd in autunno? «Per me sarebbe stato meglio farlo dopo il voto regionale ». Non ha dubbi il presidente toscano Claudio Martini «all’ultima direzione nazionale non c’ero per motivi personali, ma vi fossi stato avrei sostenuto la tesi di Finocchiaro, Chiamparino ed altri» dice. «Penso che bisogna fare prima una riflessione su cosa sta accadendo in noi e intorno a noi» commenta il capo della giunta della Toscana. Intanto Dario Franceschini e Pierluigi Bersani sono già in pista per la leadership del Pd, dopo il Lingotto sullo sfondo si fa largo la sagoma di un outsider che piace tanto agli under 40 «ma sento il rischio che si vada ad un congresso affrettato in cui sia troppo poco lo spazio per una riflessione vera su cosa sta succedendo intorno a noi» insiste Martini. Il suo pensiero va subito alla crisi economica «qual è la nostra idea per uscirne?» si chiede il presidente toscano «giustamente diciamo che il governo non l’affronta seriamente, ma noi però dobbiamo mettere in campo una proposta complessivamente organica sui grandi temi sociali ». <span id="more-129"></span>Martini, i nodi da sciogliere sono tanti. «Il grande tema è su come costruire una nostra maggiore compattezza, è quanto ci chiede la gente. In giro sento una forte preoccupazione, che in realtà prevalga di nuovo una logica di tensione e di distanza l’uno dall’altro». Franceschini e Bersani, Chiamparino ci sta pensando. Lei con chi sta? «A chi potrebbe interessare con chi sto io?A me interessa partecipare ad una discussione seria». Aspetta le proposte di chi aspira a guidare il Pd? «Proprio così. Voglio vedere le piattaforme politiche di Bersani, Franceschini e di chiunque altro e quando avrò verificato se, a mio modesto parere, affrontano davvero i nodi che vedo nella società e nel travaglio che c’è nel nostro mondo, allora deciderò di aderire o di sostenere certe idee. Mi sembra che questa corsa allo schierarsi, a prescindere dai contenuti, sia uno dei problemi più grossi ».</p>
<p>I trentenni e i quarantenni vogliono  contare di più e puntano su Chiamparino  a loro voglia di rinnovamento.<br />
«Io mi considero un po’ all’antica. Quindi, vorrei sapere cosa propone questo terzo uomo o donna, che abbia trenta o quarant’anni, cosa propone oltre ad essere un quarantenne? Proporrà un’idea su come gestire tutto il partito e non solo quelli della loro generazione, avrà un’idea su come rimettere insieme una nostra organizzazione, che è molto evanescente in tanta parte del paese? Qual è la loro idea sulla forma partito? Se alla fine il problema diventa solo una insulsa gara mediatica, francamente non mi interessa». D’Alema e Veltroni si dovrebbero fare definitivamente da parte? «Non sono mai stato né veltroniano e né dalemiano. Tutti i dirigenti del   partito dovranno dareun loro contributo, certo complessivamente abbiamo bisogno che emerga una nuova generazione, che si mescoli anch’essa. Mi sembra un dibattito surreale e anche questomi conferma che impostato così il congresso ci farà solo del male». Il dibattito surreale non potrebbe essere figlio di un partito surreale? «Io il partito lo vedo, l’ho incontrato concretamente nelle campagne elettorali e nelle amministrazioni. Il problema è collegare questo partito e la realtà, con tutti i suoi difetti, come: una certa autoreferenzialità, una spinta correntizia che sta prendendo campo un po’ in tutte le generazioni. Se noi discutiamo ancora su che età devono avere i dirigenti, se certi dirigenti si devono fare da parte, vuol dire che nonparliamo di una linea politica, ed è questo il vero grande problema». Da ex sindaco di Prato quanto di questi problemi hanno contribuito alla recente sconfitta  amministrativa? Dopo sessantatre anni la città cade nelle mani delle destre. «Penso che anche a Prato ci sia stato un acutizzarsi senza prospettiva della crisi economica e un esplodere fuori controllo della questione immigrati, in particolare quella cinese. Siamo stati presi in contropiede. Il problema è politico: noi perdiamo nelle situazioni in cui la crisi si mischia in una grande paura nel rapporto con gli stranieri. Perché succede? Questi mi sembrano dei grandi problemi politici».<br />
A Prato però non sono mancati i veleni dentro lo stesso Pd. «Sicuramente avranno contato anche le divisioni di un gruppo dirigente, è inutile dire che non ci siano.  Prato è una città difficile da maneggiare. Ora voglio vedere la destra alla prova».</p>
<p><em>(L&#8217;Unità del 29/06/2009 intervista realizzata da Osvaldo Sabato)</em> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/06/29/troppa-fretta-cosi-ci-facciamo-del-male/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Martini: un ribaltone che oscura tutto</title>
		<link>http://www.claudiomartini.it/2009/06/23/martini-un-ribaltone-che-oscura-tutto/</link>
		<comments>http://www.claudiomartini.it/2009/06/23/martini-un-ribaltone-che-oscura-tutto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 09:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Grosseto]]></category>
		<category><![CDATA[Prato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.claudiomartini.it/?p=128</guid>
		<description><![CDATA[«In regione buoni risultati, ma la caduta di Prato è storica». «Addormentati sul monopolio di potere»
Come ai vecchi tempi, ha fatto politica porta a porta, uscio a uscio. Ma non è bastato. Prato è caduta e Claudio Martini, presidente della Regione ed ex sindaco della città, non nasconde la portata storica del­la sconfitta. Anche se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«In regione buoni risultati, ma la caduta di Prato è storica». «Addormentati sul monopolio di potere»</em></p>
<p>Come ai vecchi tempi, ha fatto politica porta a porta, uscio a uscio. Ma non è bastato. Prato è caduta e Claudio Martini, presidente della Regione ed ex sindaco della città, non nasconde la portata storica del­la sconfitta. Anche se invita a guar­dare tutto l’orizzonte, i successi nel­le Province, le conferme nei Comu­ni e lo «scippo» di Montecatini.<br />
Sono le 21.50, manca solo una se­zione all’ufficializzazione della vit­toria di Roberto Cenni, ma ormai non ci sono dubbi da tempo.<br />
<strong>Presidente, un commento a cal­do&#8230;<br />
</strong>«Il risultato di Prato è negativo e lo è anche perchè finirà per oscura­re quanto di buono è accaduto, con maggioranze anche ampie confer­mate, con Montecatini e Massarosa prese al centrodestra, con la Provin­cia di Grosseto dove Antichi non ha ottenuto nulla&#8230; Questo però non sminuisce l’importanza del ribalta­mento politico a Prato. La valenza storica della nostra sconfitta».<br />
<strong>Prato è sintomo di cosa, a suo guidizio?<br />
</strong>«Non è l’inizio di una &#8216;valanga&#8217; che non vedo e che non c’è neppu­re nel bilancio complessivo delle elezioni amministrative, non è il metro di ciò che accade in Toscana. È un caso a sè. E conferma quanto sia problematico per chi governa af­frontare una situazione così compli­cata, con crisi economica e tensioni sociali verso i cinesi».<br />
<strong>Perchè l’amministrazione ed il Pd di Prato hanno perso?<br />
</strong>«In questi giorni di porta a porta, davvero intensi, ricchi, sono acca­dute mille cose, ma in sintesi ho rac­colto il disagio, il malessere verso l’amministrazione, ma questo suc­cede un po’ ovunque, unito però ad una cosa in più: il disagio tutto poli­tico per il distacco dei dirigenti loca­li e nazionali dalla gente di Prato. Ho avvertito che, per la prima volta nella storia di una città abituata a fa­re da sola e a superare ogni crisi, ci si chiede &#8216;ce la faremo?&#8217;; &#8216;il tessile esisterà ancora?&#8217;».<br />
<strong>E il problema immigrazione?<br />
</strong>«Qui, a Prato, l’immigrazione del­la comunità cinese è così concentra­ta che le difficoltà non hanno pari in nessuna altra parte della Tosca­na. Anche perchè la comunità cine­se quasi si oppone all’integrazione e questo crea altri problemi. In que­sti giorni un sacco di gente mi ha fatto domande, mi ha raccontato le sue inquietudini, e io mi sono impe­gnato per mettere nella fase di go­verno queste istanze, per farmi loro &#8216;portavoce&#8217;; alla Provincia è andata bene, al Comune no».<br />
<strong>Non crede che la legge regiona­le sull’immigrazione abbia influi­to sul voto?<br />
</strong>«Tutti mi hanno chiesto della leg­ge, ma ogni volta sono bastati po­chi minuti per spiegarla e mostrare l’infondatezza della strumentalizza­zione portata avanti. La legge non ha creato problemi in Toscana, ma a Prato ha avuto un impatto più for­te, ha fatto danno la campagna me­diatica del centrodestra sulla pre­sunta &#8216;apertura ai clandestini&#8217;. Avremmo dovuto accompagnare l’approvazione della legge con una campagna informativa. Anche a Pra­to non siamo riusciti a spiegare a tutti come stanno le cose».<br />
<strong>Col senno di poi, farebbe votare la legge prima delle amministrati­ve?<br />
</strong>«Ho sempre detto, e ne sono con­vinto, che non si può ragionare con la testa nelle urne. Se una legge è giusta si vota e basta, se è sbagliata no. E di troppa tattica a volte si muore. Ma comunque ormai a Pra­to è fatta, è inutile stare a fare consi­derazione sulla legge regionale sul­l’immigrazione ».<br />
<strong>Che lezione può trarre il Pd e la sinistra da Prato?<br />
</strong>«Che non ci sono vittorie per sempre, così come non ci sono sconfitte per sempre, e che la com­petizione vera non ci fa male: a vol­te ci siamo addormentati a causa del monopolio di potere. Invece più dialettica c’è e meglio è. Il Pdl a Prato è stato bravo a canalizzare il malessere e la voglia di svoltare, ma adesso dovrà dimostrare di ave­re una cultura di governo, cosa che in campagna elettorale non si è vi­sta e che mi auguro emerga per il bene della città».<br />
<strong>Una Prato azzurra in una Regio­ne rossa, circondata da ammini­strazioni rosse, potrà essere un problema, ad esempio per il gover­no di importanti aziende?<br />
</strong>«È troppo presto per pensare a questi aspetti e comunque in tanti territori si gestiscono servizi o aziende anche tra amministrazioni di colore diverso».<br />
<strong>Per concludere, presidente, co­sa ha detto a Cenni?<br />
</strong>«Gli ho detto che potrà contare su un rapporto istituzionale con la Regione, noi non guardiamo il colo­re delle amministrazioni, non fac­ciamo questioni di schieramento. Ma anche lui dovrà fare altrettanto e riconoscere in noi un interlocuto­re&#8230; Anche perchè le promesse elet­torali del governo sono già svanite, ad esempio sul contratto di pro­gramma su Prato».</p>
<p><em>(Intervista al Corriere Fiorentino del 23/06/2009)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.claudiomartini.it/2009/06/23/martini-un-ribaltone-che-oscura-tutto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

