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Questo piccolo miracolo che abbiamo compiuto non deve rimanere isolato
I 10 bambini che siamo riusciti a portare in Italia per essere curati devono rappresentare l’inizio di un corridoio umanitario che servirà a portare soccorso ai bambini di Gaza. Questa missione è stata un piccolo miracolo, frutto del lavoro di cinque anni con il progetto Saving Children (quasi seimila bambini palestinesi curati negli ospedali israeliani), e dei consolidati rapporti di cooperazione che la Toscana intrattiene da anni con la società civile di Palestina e Israele. Un impegno costante e prolungato che ci ha consentito di consolidare un rapporto di fiducia sia con Israele che con la Palestina. Ma anche dello sforzo, di cui va dato atto al Ministro degli esteri Frattini, di creare un «sistema Italia» nella cooperazione e negli aiuti sanitari: per la prima volta Governo, Regione, Ong e Croce Rossa hanno lavorato insieme. La speranza è che questa breccia non si richiuda subito, ma anzi si allarghi, e si riesca ad aprire un canale umanitario permanente che porti a curare negli ospedali israeliani o italiani le migliaia di bambini feriti di Gaza. Si può fare, facendo crescere il dialogo e la collaborazione quotidiana tra Israele e l´Autorità palestinese e investendo in un processo di pace che li coinvolga fino in fondo. Quando succederà, tutte le persone che credono nella pace in Medio Oriente, potranno davvero sperare nella realizzazione del loro grande sogno. E la Toscana sarà ancora con loro, nel nome delle piccole vittime di questa folle guerra.
I bimbi malati di Gaza tutti negli ospedali (articolo di Repubblica)
Ecco i bambini di Gaza che cureremo in Toscana
Da Gaza
Strana sensazione arrivando a Kerem Shalom, valico sud della striscia di Gaza, al confine con l´Egitto. Fin qui è tutto tranquillo, siamo in una zona agricola ricca di serre, di agrumi e pomodori. Per essere deserto è stranamente molto verde, con tanta acqua e numerosi kibbutz sparsi nella campagna. Di colpo ecco il check-point, pieno di soldati, con centinaia di camion carichi di generi essenziali, tutti circondati da un tetro muro di cemento armato alto cinque metri che ci separa dalla Gaza «vera».
Cosa c´è di là dal muro? Si può solo immaginare, è facile e difficile al tempo stesso. Dall´urgenza di far transitare il convoglio italiano si capisce che la crisi umanitaria deve essere terribile, più di quello che dice la Tv. Il cinismo politico dei fondamentalismi in campo aggrava poi le cose: aprire un varco, favorire l´accesso degli aiuti, dare priorità ai bambini feriti, tutto è merce di un braccio di ferro diplomatico e strategico, sulla testa dei feriti, della povera gente di Gaza. Continua »













