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Trasparenza, prima di tutto.
Il presidente della Regione duro sul caso Fondiaria
Martini: a Firenze comportamenti riprovevoli
«Occorre che il politico si dia un codice di comportamento rigoroso, che non ceda a pratiche correntizie e ad atti poco trasparenti. Il caso di Firenze è esemplare di un costume politico sbagliato, fatto di leggerezze e pressappochismo, di insufficiente trasparenza, di controllo correntizio del consenso e di lotta politica per fazioni. Comportamenti non immorali, ma eticamente sbagliati, riprovevoli». Dopo anni di silenzio e di understatement istituzionale, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini parla e dice la sua in un’intervista al «Tirreno» sulla questione morale. Con durezza. E’ preoccupato, e si vede: «Il caso Firenze può nuocere alla definizione dei futuri assetti nei Comuni e nelle Province della nostra regione». Il governatore della Toscana teme insomma che la “questione morale” finisca per pesare in modo determinante sul Pd e sul governo dell’intera regione. Ed è proprio dalla definizione di “questione morale” che prende il via questa conversazione.
Esiste una questione morale nel Pd?
«Bisognerebbe intendersi su cosa si intende per questione morale. Nel dibattito che si è affermato, soprattutto a partire da Tangentopoli, mi pare che per immorale si intenda tutto ciò che è connesso a corruzione, concussione, insomma ad atteggiamenti penalmente illeciti. Da questo punto di vista mi pare che, almeno a Firenze, una situazione che conosco da vicino, le intercettazioni non rivelino – per quello che si è letto fin qui – situazioni di illegalità o provvedimenti illeciti bene».
Berlusconi sostiene che la questione immorale alligna nel Pd.
«Le sue accuse mi sembrano surreali. Se c’è qualcuno che in questo Paese ha alimentato la cultura immorale (penso all’elogio dell’evasione, ad esempio) è proprio Berlusconi e il berlusconismo». Continua »
“Costume politico sbagliato ma ancora non vedo reati”
Martini, presidente della Toscana: ci serve rinnovamento
Abbiamo atteggiamenti troppo disinvolti, le intercettazioni rivelano un sistema logoro
«Costume politico sbagliato sì, questione morale no». E´ la distinzione che sta a cuore a Claudio Martini, presidente della Toscana, 57 anni, tutta una carriera dentro al Pci-Pds-Ds-Pd, prima da sindaco di Prato poi come assessore e presidente della Regione. Per lui le parole non sono tutte uguali. E nemmeno i partiti.
Esiste o no una questione morale dentro al Pd, Martini?
«Bisogna mettersi d´accordo su cosa sia la “questione morale”, che nel nostro paese è sempre stata identificata con l´illecito penale, con passaggi di denari, con reati veri e propri. Cose che io non vedo nell´inchiesta di Firenze, l´unica che conosca tra quelle di cui parlano i giornali in questi giorni. E non ci sto a prendere lezioni da Berlusconi. Se è lui a sollevare la questione morale siamo veramente arrivati all´assurdo. Vorrei ricordargli che la Toscana ha fatto una legge per bloccare il suo condono edilizio. E ora lui viene a dire a noi che facciamo degli illeciti? Ma via, siamo seri».
Cosa legge allora nelle intercettazioni pubblicate?
«Le inchieste e le intercettazioni individuano un sistema logoro, disinvolto, pressapochista, fatto di scarsa trasparenza. E´ una questione che riguarda la cultura politica e non è meno grave dell´altra. Non è certo questo di cui ha bisogno il Pd ma si tratta di stile sbagliato, non di reati. Abbiamo atteggiamenti troppo disinvolti». Continua »
Martini: “Un costume politico sbagliato”
(Intervista di Simona Poli per La Repubblica 07/12/2008)
«Queste primarie sono minate nel loro senso, non saranno uno strumento di vera partecipazione salvo quella dei tifosi più stretti. Così non va, non può andare e bisogna che anche il Pd fiorentino si renda conto dei danni che il suo immobilismo sta provocando, ben oltre i confini della Toscana. Ripartiamo dunque dalla coalizione e da un nuovo clima politico nel partito». È la linea del presidente della Regione Claudio Martini, che sposa le parole già dette dal segretario toscano del Pd Andrea Manciulli: primarie di coalizione, unica via d´uscita. Presidente Martini, che succede adesso?
«Che non va bene quello che è uscito dall´assemblea del Pd fiorentino, bisogna che il partito se ne renda conto. Quelle conclusioni sono sicuramente al di sotto delle necessità e rappresentano un problema non solo per Firenze ma per tutta la Toscana. Questo immobilismo rischia di allargare il quadro di incertezza e di insoddisfazione che già si respira ampiamente nel Pd e di rendere difficili i rapporti con gli alleati. Così non va bene e sono in molti a pensarlo e il Pd di Firenze non coglie il senso della domanda della base e non comprende di avere una responsabilità politica più alta dei suoi confini. I nostri militanti sono sconcertati, basta guardare giornali e settimanali per intuirlo».
Che ne pensa di Domenici incatenato? Continua »













