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Questo piccolo miracolo che abbiamo compiuto non deve rimanere isolato

 I 10 bambini che siamo riusciti a portare in Italia per essere curati devono rappresentare l’inizio di un corridoio umanitario che servirà a portare soccorso ai bambini di Gaza. Questa missione è stata un piccolo miracolo, frutto del lavoro di cinque anni con il progetto Saving Children (quasi seimila bambini palestinesi curati negli ospedali israeliani), e dei consolidati rapporti di cooperazione che la Toscana intrattiene da anni con la società civile di Palestina e Israele. Un impegno costante e prolungato che ci ha consentito di consolidare un rapporto di fiducia sia con Israele che con la Palestina. Ma anche dello sforzo, di cui va dato atto al Ministro degli esteri Frattini, di creare un «sistema Italia» nella cooperazione e negli aiuti sanitari: per la prima volta Governo, Regione, Ong e Croce Rossa hanno lavorato insieme. La speranza è che questa breccia non si richiuda subito, ma anzi si allarghi, e si riesca ad aprire un canale umanitario permanente che porti a curare negli ospedali israeliani o italiani le migliaia di bambini feriti di Gaza. Si può fare, facendo crescere il dialogo e la collaborazione quotidiana tra Israele e l´Autorità palestinese e investendo in un processo di pace che li coinvolga fino in fondo. Quando succederà, tutte le persone che credono nella pace in Medio Oriente, potranno davvero sperare nella realizzazione del loro grande sogno. E la Toscana sarà ancora con loro, nel nome delle piccole vittime di questa folle guerra.

 

I bimbi malati di Gaza tutti negli ospedali (articolo di Repubblica)

Senza categoria - Commento(1)  22 gennaio 2009    

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Ecco i bambini di Gaza che cureremo in Toscana

Da Gaza
Strana sensazione arrivando a Kerem Shalom, valico sud della striscia di Gaza, al confine con l´Egitto. Fin qui è tutto tranquillo, siamo in una zona agricola ricca di serre, di agrumi e pomodori. Per essere deserto è stranamente molto verde, con tanta acqua e numerosi kibbutz sparsi nella campagna. Di colpo ecco il check-point, pieno di soldati, con centinaia di camion carichi di generi essenziali, tutti circondati da un tetro muro di cemento armato alto cinque metri che ci separa dalla Gaza «vera».
Cosa c´è di là dal muro? Si può solo immaginare, è facile e difficile al tempo stesso. Dall´urgenza di far transitare il convoglio italiano si capisce che la crisi umanitaria deve essere terribile, più di quello che dice la Tv. Il cinismo politico dei fondamentalismi in campo aggrava poi le cose: aprire un varco, favorire l´accesso degli aiuti, dare priorità ai bambini feriti, tutto è merce di un braccio di ferro diplomatico e strategico, sulla testa dei feriti, della povera gente di Gaza. Continua »

Senza categoria - Commenti(2)  21 gennaio 2009    

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E’stato fatto un buon lavoro

La liberazione di Paganini e Occhipinti è una grande gioia. L’unità di crisi del Ministero degli Esteri ha lavorato al meglio in un Paese dove le condizioni sono drammatiche. Per parte nostra in questi settantasei giorni di attesa e preoccupazione siamo sempre stati vicini alla famiglia Paganini e abbiamo sostenuto le loro scelte collaborando con il Ministero degli Esteri. Purtroppo ancora non si sa nulla del terzo rapito, il somalo Abduraham Yussuf Harale. Speriamo che anche lui possa presto tornare a casa.

Senza categoria - Commenti(0)  6 agosto 2008    

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Appello per la liberazione dei cooperanti rapiti in Somalia


Rivolgo un appello perché le persone buone che stanno collaborando con il popolo  somalo possano ritornare alle loro famiglie. Chiedo ai rapitori dei nostri volontari in Somalia di far tornare alle famiglie le persone sottratte al loro impegno per la cooperazione. Si tratta di 2 volontari italiani e di uno somalo. L’agronomo pistoiese Giuliano Paganini, Iolanda Occhipinti e Abderahman Yusuf Arale sono persone che si stanno impegnando per progetti umanitari e di cooperazione per servizi fondamentali alle popolazioni. Sono amici della Somalia e del popolo somalo. Continua »

Senza categoria - Commento(1)  21 maggio 2008    

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