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	<title>Claudio Martini &#187; Cooperazione</title>
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		<title>Questo piccolo miracolo che abbiamo compiuto non deve rimanere isolato</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 08:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ I 10 bambini che siamo riusciti a portare in Italia per essere curati devono rappresentare l&#8217;inizio di un corridoio umanitario che servirà a portare soccorso ai bambini di Gaza. Questa missione è stata un piccolo miracolo, frutto del lavoro di cinque anni con il progetto Saving Children (quasi seimila bambini palestinesi curati negli ospedali israeliani), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://locali.data.kataweb.it/storage/kpm2gloc/images/2009/01/21/1800668.pjpeg" alt="" width="220" height="300" /> I 10 bambini che siamo riusciti a portare in Italia per essere curati devono rappresentare l&#8217;inizio di un corridoio umanitario che servirà a portare soccorso ai bambini di Gaza. Questa missione è stata un piccolo miracolo, frutto del lavoro di cinque anni con il progetto Saving Children (quasi seimila bambini palestinesi curati negli ospedali israeliani), e dei consolidati rapporti di cooperazione che la Toscana intrattiene da anni con la società civile di Palestina e Israele. Un impegno costante e prolungato che ci ha consentito di consolidare un rapporto di fiducia sia con Israele che con la Palestina. Ma anche dello sforzo, di cui va dato atto al Ministro degli esteri Frattini, di creare un «sistema Italia» nella cooperazione e negli aiuti sanitari: per la prima volta Governo, Regione, Ong e Croce Rossa hanno lavorato insieme. La speranza è che questa breccia non si richiuda subito, ma anzi si allarghi, e si riesca ad aprire un canale umanitario permanente che porti a curare negli ospedali israeliani o italiani le migliaia di bambini feriti di Gaza. Si può fare, facendo crescere il dialogo e la collaborazione quotidiana tra Israele e l´Autorità palestinese e investendo in un processo di pace che li coinvolga fino in fondo. Quando succederà, tutte le persone che credono nella pace in Medio Oriente, potranno davvero sperare nella realizzazione del loro grande sogno. E la Toscana sarà ancora con loro, nel nome delle piccole vittime di questa folle guerra.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/diritti/cooperazione_internazionale/visualizza_asset.html_250184623.html" target="_blank"><em>I bimbi malati di Gaza tutti negli ospedali</em> </a>(articolo di Repubblica)</p>
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		<title>Ecco i bambini di Gaza che cureremo in Toscana</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 08:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Gaza
Strana sensazione arrivando a Kerem Shalom, valico sud della striscia di Gaza, al confine con l´Egitto. Fin qui è tutto tranquillo, siamo in una zona agricola ricca di serre, di agrumi e pomodori. Per essere deserto è stranamente molto verde, con tanta acqua e numerosi kibbutz sparsi nella campagna. Di colpo ecco il check-point, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da Gaza</em><br />
Strana sensazione arrivando a Kerem Shalom, valico sud della striscia di Gaza, al confine con l´Egitto. Fin qui è tutto tranquillo, siamo in una zona agricola ricca di serre, di agrumi e pomodori. Per essere deserto è stranamente molto verde, con tanta acqua e numerosi kibbutz sparsi nella campagna. Di colpo ecco il check-point, pieno di soldati, con centinaia di camion carichi di generi essenziali, tutti circondati da un tetro muro di cemento armato alto cinque metri che ci separa dalla Gaza «vera».<br />
Cosa c´è di là dal muro? Si può solo immaginare, è facile e difficile al tempo stesso. Dall´urgenza di far transitare il convoglio italiano si capisce che la crisi umanitaria deve essere terribile, più di quello che dice la Tv. Il cinismo politico dei fondamentalismi in campo aggrava poi le cose: aprire un varco, favorire l´accesso degli aiuti, dare priorità ai bambini feriti, tutto è merce di un braccio di ferro diplomatico e strategico, sulla testa dei feriti, della povera gente di Gaza.<span id="more-110"></span> Anche l´animo della gente è coinvolto. Un autista ci dice: «Loro ci mandano i missili Kassam e noi spediamo loro viveri e medicinali?» Lo dice con ironia ma si vede che il tarlo lì rode davvero.<br />
I muri poi non sono solo a Gaza. A Betunya altro check-point per arrivare a Ramallah, sede del governo palestinese. Qui si ragiona sulla riconciliazione dei palestinesi, oggi divisi fra Onp e Hamas. E del bisogno di unità di tutto il mondo arabo. L´incubo di due stati palestinesi è come un altro muro, questa volta nel cuore del mondo arabo.<br />
La piccola buona notizia è che una breccia oggi si è aperta, nei due sensi. Aiuti umanitari entrano a Gaza e saranno consegnati dalle associazioni volontarie ai cittadini affamati e feriti, non ad Hamas.<br />
Dalla Striscia sono invece usciti dieci bambini, gravemente malati, accompagnati dalle loro mamme. Saranno curati negli ospedali toscani. E´ un piccolo miracolo, frutto del tenace lavoro di cinque anni della nostra ed altre regioni con il progetto Saving Children (quasi seimila bambini palestinesi curati negli ospedali israeliani) e dello sforzo, di cui va dato atto al ministro degli esteri Frattini, di creare un «sistema Italia» nella cooperazione e negli aiuti sanitari.<br />
Ora l´obiettivo è allargare la breccia, aprire un canale umanitario permanente che porti a curare negli ospedali israeliani o italiani le migliaia di bambini feriti di Gaza. Si può fare, facendo crescere il dialogo e la collaborazione quotidiana tra Israele e l´Autorità palestinese e investendo su un processo di pace che li coinvolga fino in fondo.<br />
Quando succederà, l´incomunicabilità tra i due lati dell´alto muro di cemento comincerà a incrinarsi e tutti i tifosi della pace in Medio Oriente potranno davvero toccare con mano il loro grande sogno. E la Toscana sarà ancora con loro, nel nome delle piccole vittime di questa folle guerra.</p>
<p><a href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/multimedia/immagini/visualizza_asset.html_1788846471.html" target="_blank">Le fotografie dell&#8217;arrivo all&#8217;aeroporto di Pisa dei bambini</a></p>
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		<title>E&#8217;stato fatto un buon lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 08:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[rapiti]]></category>
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		<description><![CDATA[La liberazione di Paganini e Occhipinti è una grande gioia. L’unità di crisi del Ministero degli Esteri ha lavorato al meglio in un Paese dove le condizioni sono drammatiche. Per parte nostra in questi settantasei giorni di attesa e preoccupazione siamo sempre stati vicini alla famiglia Paganini e abbiamo sostenuto le loro scelte collaborando con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La liberazione di Paganini e Occhipinti è una grande gioia. L’unità di crisi del Ministero degli Esteri ha lavorato al meglio in un Paese dove le condizioni sono drammatiche. Per parte nostra in questi settantasei giorni di attesa e preoccupazione siamo sempre stati vicini alla famiglia Paganini e abbiamo sostenuto le loro scelte collaborando con il Ministero degli Esteri. Purtroppo ancora non si sa nulla del terzo rapito, il somalo Abduraham Yussuf Harale. Speriamo che anche lui possa presto tornare a casa.</p>
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		<title>Appello per la liberazione dei cooperanti rapiti in Somalia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 13:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Rivolgo un appello perché le persone buone che stanno collaborando con il popolo  somalo possano ritornare alle loro famiglie. Chiedo ai rapitori dei nostri volontari in Somalia di far tornare alle famiglie le persone sottratte al loro impegno per la cooperazione. Si tratta di 2 volontari italiani e di uno somalo. L’agronomo pistoiese Giuliano Paganini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HqO6FoSj0iA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/HqO6FoSj0iA"></embed></object><br />
Rivolgo un appello perché le persone buone che stanno collaborando con il popolo  somalo possano ritornare alle loro famiglie. Chiedo ai rapitori dei nostri volontari in Somalia di far tornare alle famiglie le persone sottratte al loro impegno per la cooperazione. Si tratta di 2 volontari italiani e di uno somalo. L’agronomo pistoiese Giuliano Paganini, Iolanda Occhipinti e Abderahman Yusuf Arale sono persone che si stanno impegnando per progetti umanitari e di cooperazione per servizi fondamentali alle popolazioni. Sono amici della Somalia e del popolo somalo.<span id="more-78"></span> Spero che l’appello della Regione Toscana e di tutte le istituzioni internazionali possa portare rapidamente alla loro liberazione. Il rapimento è avvenuto nel villaggio di Awdhegle, 70 chilometri a sud di Mogadiscio. Appena avuta la notizia ci siamo immediatamente messi in contatto con il Ministero degli Esteri italiano per cercare di avere notizie che possano essere di conforto alle famiglie. L’assessore alla  cooperazione della Regione, Massimo Toschi,  a nome mio e della Giunta è andato a Pistoia ad incontrare la famiglia Paganini. Abbiamo portato la solidarietà di tutti i toscani e stiamo moltiplicando gli sforzi per cercare di far sì che già nelle prossime ore si possano avere buone e notizie e che al più presto i 3 cooperanti possano essere liberati.</p>
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