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Martini, piano di emergenza contro la crisi toscana
«Il governo non ha politiche industriali, allora ci pensiamo noi: la Regione vara un Fondo di 500 milioni per progetti di nuovi investimenti». Martini cala l´asso e tappa la bocca a chi lo accusa di tentennare e di non aver fatto il possibile contro la crisi.
Al Fondo di 500 milioni, si aggiungono: un secondo Fondo chiuso diretto a sostenere la prima fase di insediamento in Toscana di nuovi progetti, i 180 milioni del piano casa toscano, i 150-200 destinati ai piani di innovazione urbanistica fondati sullo sviluppo sostenibile, la conferma anche per il 2010 dei 5 milioni stanziati quest´anno per gli ammortizzatori sociali, infine risorse da quantificare per favorire l´accesso al credito. «Non ho mai creduto che in situazioni di emergenza si possano usare solo strumenti ordinari – dice il presidente della Regione – è l´ora di misure eccezionali».
In effetti, è una sorta di “piano Marshall” regionale quello che annuncia. Ma i soldi dove li prende, presidente?
«I 500 milioni provengono da una massa di manovra già allocata in infrastrutture e progetti europei. E´ possibile procedere a un riordinamento di questi progetti per favorire nuovi investimenti. Quanto al Fondo chiuso, l´idea è di fornire una sorta di bonus d´accoglienza. Chi rileva una impresa toscana in difficoltà e ha progetti di rilancio potrà contare sulla partecipazione della Regione al capitale nella fase iniziale, poi, a cose avviate, la Regione esce e ruota in altri progetti quei capitali».
Dietro queste misure c´è una valutazione di assoluta criticità dell´economia regionale. Ne ha parlato lunedì coi sindacati e ne parlerà la prossima settimana con gli imprenditori?
«Gli incontri servono a seguire la crisi settimana dopo settimana, a confrontare le diverse priorità e a stabilire una specie di mappa degli interventi. Sia chiaro: serve l´intervento di tutti, la Regione con le sue scarse competenze può arrivare fino a un certo punto. Avremmo bisogno di politiche nazionali, ma non ci sono. Quest´anno la caduta del Pil nazionale sarà del 5%, quello toscano poco più poco meno. Si prevede un recupero di mezzo punto nel 2010, di meno di un punto per anno negli anni a seguire. Se non si interviene con una cura massiccia, serviranno sei o sette anni per tornare ai livelli di richhezza del 2008. Quante imprese saranno in grado di reggere? Quanti lavoratori perderanno il posto? Occorre mettere in campo tutte le risorse disponibili e orientarle per affrontare la crisi».
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Emergenza economia, la Toscana reagisce
Abbiamo stanziato 60 milioni di euro per sostenere le esigenze delle imprese. 60 milioni che potranno attivare più di 500 milioni di investimenti. Una quota significativa per contribuire al riammodernamento e la riorganizzazione delle strutture produttive per riuscire ad affrontare la crisi. Questo provvedimento, insieme ad altri che abbiamo varato per difendere i lavoratori licenziati, quelli in cassa integrazione e i precari, rappresenta la volontà di reazione della Regione alla crisi che sta colpendo anche il nostro territorio. In questi giorni abbiamo consultato tutte le categorie economiche, il tavolo di concertazione, le banche, le fondazioni, le università e le camere di commercio per produrre uno sforzo corale e condiviso di reazione in modo da inviare anche un segnale di fiducia a tutte le famiglie. Continua »













