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	<title>Claudio Martini &#187; Crisi</title>
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		<title>Martini, piano di emergenza contro la crisi toscana</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 07:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[«Il governo non ha politiche industriali, allora ci pensiamo noi: la Regione vara un Fondo di 500 milioni per progetti di nuovi investimenti». Martini cala l´asso e tappa la bocca a chi lo accusa di tentennare e di non aver fatto il possibile contro la crisi.
Al Fondo di 500 milioni, si aggiungono: un secondo Fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Il governo non ha politiche industriali, allora ci pensiamo noi: la Regione vara un Fondo di 500 milioni per progetti di nuovi investimenti». Martini cala l´asso e tappa la bocca a chi lo accusa di tentennare e di non aver fatto il possibile contro la crisi.<br />
Al Fondo di 500 milioni, si aggiungono: un secondo Fondo chiuso diretto a sostenere la prima fase di insediamento in Toscana di nuovi progetti, i 180 milioni del piano casa toscano, i 150-200 destinati ai piani di innovazione urbanistica fondati sullo sviluppo sostenibile, la conferma anche per il 2010 dei 5 milioni stanziati quest´anno per gli ammortizzatori sociali, infine risorse da quantificare per favorire l´accesso al credito. «Non ho mai creduto che in situazioni di emergenza si possano usare solo strumenti ordinari &#8211; dice il presidente della Regione &#8211; è l´ora di misure eccezionali».<br />
In effetti, è una sorta di &#8220;piano Marshall&#8221; regionale quello che annuncia. Ma i soldi dove li prende, presidente?<br />
«I 500 milioni provengono da una massa di manovra già allocata in infrastrutture e progetti europei. E´ possibile procedere a un riordinamento di questi progetti per favorire nuovi investimenti. Quanto al Fondo chiuso, l´idea è di fornire una sorta di bonus d´accoglienza. Chi rileva una impresa toscana in difficoltà e ha progetti di rilancio potrà contare sulla partecipazione della Regione al capitale nella fase iniziale, poi, a cose avviate, la Regione esce e ruota in altri progetti quei capitali».<br />
Dietro queste misure c´è una valutazione di assoluta criticità dell´economia regionale. Ne ha parlato lunedì coi sindacati e ne parlerà la prossima settimana con gli imprenditori?<br />
«Gli incontri servono a seguire la crisi settimana dopo settimana, a confrontare le diverse priorità e a stabilire una specie di mappa degli interventi. Sia chiaro: serve l´intervento di tutti, la Regione con le sue scarse competenze può arrivare fino a un certo punto. Avremmo bisogno di politiche nazionali, ma non ci sono. Quest´anno la caduta del Pil nazionale sarà del 5%, quello toscano poco più poco meno. Si prevede un recupero di mezzo punto nel 2010, di meno di un punto per anno negli anni a seguire. Se non si interviene con una cura massiccia, serviranno sei o sette anni per tornare ai livelli di richhezza del 2008. Quante imprese saranno in grado di reggere? Quanti lavoratori perderanno il posto? Occorre mettere in campo tutte le risorse disponibili e orientarle per affrontare la crisi».<br />
<span id="more-134"></span>Ci sono due problemi grossi: Delphi e raffineria Eni. Che farete?<br />
«Noi non copriamo deficit. Ma dove ci sono progetti dobbiamo trovare le risorse. Il progetto di Rossignolo per la componentistica ci pare buono, perciò dobbiamo trovare le risorse che servono, non essere ingessati come nelle situazioni ordinarie. I due Fondi a cui abbiamo accennato rispondono a questa necessità di finanza straordinaria. Vede, noi non vogliamo solo evitare delle chiusure, ma costruire nuove economie nei campi oggi privilegiati dell´energia, delle nuove fonti, dei servizi logistici. Gli imprenditori e le banche debbono muoversi e collaborare. Stiamo cercando di costruire un tavolo comune con il Piemonte e il governo nazionale per vedere di affrontare insieme lo sviluppo dell´industria componentistica. Quanto all´Eni, è cosa diversa. L´Ente ci ha detto che la sua raffineria può interessare di più un privato che non loro, dal momento che non considerano prioritarie le produzioni che vi fanno. Per noi, invece, l´Eni non deve abbandonare Livorno, qualunque piano industriale deve chiarire che non si compra per arrivare a esaurire il ciclo industriale, l´Eni ha impegni precisi col territorio: bonifiche e sistemazione del porto. Chi garantisce che tutto questo avvenga? L´Eni sembra possibilista: nei prossimi giorni andremo a Roma per verificare questa disponibilità».<br />
Chi gestirà tutto questo? Sarà ancora Martini o Martini, come molte voci suggeriscono, si appresta a lasciare la presidenza e altri gareggeranno per conquistarla?<br />
«Prevedo che serviranno ancora tre o quattro settimane per rispondere alla sua domanda. Ma il piano per la Toscana non è il progetto di un individuo, ma di una classe dirigente. Peccato che manchi il contributo del governo nazionale».<br />
Lei ha dichiarato, un mese fa, che le sue simpatie andavano a Bersani, nella corsa alla segreteria del Pd. Che pensa oggi? Lui ha dichiarato che vedrebbe bene un solo candidato del Pd nelle primarie di coalizione in Toscana.<br />
«Le regole del partito prevedono che, fatta la scelta della coalizione, il Pd candidi uno o due candidati non di più. E´ il criterio dell´appoggio del 35%. Non è obbligatorio che i candidati siano due o che sia uno solo. Come si decide? Invece di dare via libera alle autocandidature, valutiamo prima le esigenze del territorio, le figure che intendono assumersi impegni, poi vediamo se c´è unità su un nome o se è bene che i candidati siano due. Per me, un partito serio fa così. Quanto a Bersani, dico che, col passare del tempo, la mia vicinanza e propensione verso la sua posizione sono aumentate. Bersani pone due questioni: l´esigenza di una correzione di direzione di marcia e il rafforzamento delle strutture organizzative. Non è in discussione il progetto del Pd, ma non possiamo dire andiamo avanti come prima, come fa Franceschini. Perché il nodo cruciale è questo: siamo in difficoltà. Viviamo una grave crisi che si ripercuote su famiglie e cittadini, la risposta del governo è totalmente inadeguata, il discredito etico-morale sulla classe dirigente al potere è senza precedenti così come quello internazionale, eppure la destra non cede e noi fatichiamo ad avere politiche influenti. Sembra che il futuro di Berlusconi possa essere deciso solo all´interno della destra. Noi dobbiamo ora parlare ai pezzi vivi della società, ai giovani, agli imprenditori, ai lavoratori. Avremo bisogno di una guida forte ma non solitaria. Va costruito il gruppo dirigente della grande sfida».</p>
<p><em>(Intervista di Pietro Jozzelli per la Repubblica 16/09/2009)</em></p>
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		<title>Emergenza economia, la Toscana reagisce</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 13:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Martini</dc:creator>
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Abbiamo stanziato 60 milioni di euro per sostenere le esigenze delle imprese. 60 milioni che potranno attivare più di 500 milioni di investimenti. Una quota significativa per contribuire al riammodernamento e la riorganizzazione delle strutture produttive per riuscire ad affrontare la crisi. Questo provvedimento, insieme ad altri che abbiamo varato per difendere i lavoratori licenziati, [...]]]></description>
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<p>Abbiamo stanziato 60 milioni di euro per sostenere le esigenze delle imprese. 60 milioni che potranno attivare più di 500 milioni di investimenti. Una quota significativa per contribuire al riammodernamento e la riorganizzazione delle strutture produttive per riuscire ad affrontare la crisi. Questo provvedimento, insieme ad altri che abbiamo varato per difendere i lavoratori licenziati, quelli in cassa integrazione e i precari, rappresenta la volontà di reazione della Regione alla crisi che sta colpendo anche il nostro territorio. In questi giorni abbiamo consultato tutte le categorie economiche, il tavolo di concertazione, le banche, le fondazioni, le università e le camere di commercio per produrre uno sforzo corale e condiviso di reazione in modo da inviare anche un segnale di fiducia a tutte le famiglie.<span id="more-100"></span> Oltre a questo abbiamo assunto decisioni importanti per velocizzare le decisioni e la messa in atto di tutti gli interventi. Tra adesso e gennaio 2009 tutti i bandi della regione su fondi europei, nazionali e regionali saranno attivati. Questo riguarda l’economia, il turismo, il commercio, l’agricoltura e anche l’energia. Produrremo così una notevole quantità di risorse per lo sviluppo. Inoltre stiamo studiando un’iniziativa straordinaria per l’Università cercando di creare un polo regionale per l’alta formazione che consenta di superare le difficoltà del momento e di evitare le duplicazioni. Tutti questi interventi rappresentano una reazione importante, probabilmente uno di primi a livello regionale, alla crisi proprio perché la Toscana vuole dare un forte contributo di innovazione e di ripresa. Vogliamo continuare ad essere una delle economie più dinamiche e attrattive del nostro Paese.</p>
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